Scritto da Nutraceutica Biolife "giu 12, 21" 2 Tempo di lettura

Tra gli alimenti funzionali con proprietà antitumorali, un posto d’onore va riservato alla curcuma.

La Curcuma longa, è una pianta che cresce principalmente in Asia, di cui viene utilizzata soprattutto la radice di forma cilindrica, ramificata, di colore giallo-arancione. Commercialmente viene distribuita sotto forma di polvere, dopo il processo di essicazione della radice.

La curcuma contiene una serie di principi attivi, di cui il più importante è il diferuloilmetano, conosciuto con il nome comune di curcumina. Le sue proprietà medicinali, soprattutto antinfiammatorie, sono conosciute da moltissimo tempo, ma solo da alcuni anni la medicina si è interessata alle sue proprietà antineoplastiche.

Ma come può una pianta contrastare la nascita di una neoplasia? Può essere assunta anche se il tumore è già presente nell’organismo, per limitarne la crescita?

La curcuma è un ottimo antitumorale

La ricerca ha provato le proprietà antitumorali della curcuma solo in riferimento ad alcuni tipi di neoplasie, principalmente riguardanti l’intestino (cancro del colon). Il numero di studi condotti su altri tipi di tumore sono molto limitati e, soprattutto, vi sono dei dubbi sulla biodisponibilità della curcumina dopo il suo assorbimento a livello intestinale. Tutto ciò impedisce, allo stato attuale, di affermare la sua utilità per tutte le malattie oncologiche.

Sono invece certe le capacità della curcuma di inibire la crescita e lo sviluppo delle neoplasie, soprattutto di quelle epiteliali.

Secondo le evidenze scientifiche, le sostanze che contiene sono in grado di indurre l’apoptosi delle cellule tumorali. L’apoptosi è un processo fisiologico cui vanno incontro alcune cellule dell’organismo, altrimenti detta “morte cellulare programmata”. Una volta svolta la loro funzione, ad esempio, le cellule del cordone ombelicale o delle gengive (nel caso dei denti da latte), si autodistruggono.

Le cellule neoplastiche sono tali perchè hanno subito delle alterazioni indotte generalmente da sostanze estranee, che hanno portato alla modifica del DNA. Le modifiche genetiche possono, ad esempio, bloccare l’inibizione da contatto, quel meccanismo per il quale la cellula smette di riprodursi quando entra in contatto con altre strutture. Questo meccanismo fa sì che la neoplasia continui a crescere schiacciando i tessuti, anche quelli molto duri (come le ossa), con cui viene in contatto.

L’inibizione da contatto non è l’unica caratteristica che differenzia una cellula neoplastica da una cellula sana, ce ne sono anche altre:  vengono attivati alcuni recettori che, se adeguatamente stimolati, inducono la cellula in apoptosi. È proprio agendo con questo sistema che la curcumina è un grado di limitare lo sviluppo delle neoplasie.

Ha curcumina ha prevalentemente un’utilità preventiva. Ogni giorno nel nostro organismo si sviluppano cellule neoplastiche, che vengono efficacemente combattute dal sistema immunitario, e di cui non ci accorgiamo. Quando alcune di esse “sfuggono” al controllo del sistema immunitario, ecco che si sviluppa la neoplasia.

La curcuma è una pianta che, se assunta per lungo periodo e in modo costante, nelle giuste dosi quotidiane, può aiutare a prevenire l’insorgenza dei tumori, coadiuvando l’importante attività difensiva del sistema immunitario.

Fonti: