Scritto da Nutraceutica Biolife "giu 09, 21" 3 Tempo di lettura

La sclerosi multipla è una condizione patologia molto seria che va ad interessare le guaine mieliniche dell’intero organismo e di cui si conosce praticamente ogni aspetto. Esiste una condizione che, per certi aspetti, è simile alla SM si chiama Sindrome di Balò. Così come le altre varianti della sclerosi, i sintomi si manifestano con la demielinizzazione delle guaine, con i nervi che vanno a perdere lo strato mielinico: di conseguenza, gli impulsi nervosi non riusciranno più ad essere trasmessi con la giusta rapidità. La malattia andrà a peggiorare con il passare del tempo: la demielinizzazione è infatti causata da una situazione di autoimmunità, ovvero di “attacco” alle strutture dell’organismo da parte delle cellule del sistema immunitario.

La malattia di Balò è differente rispetto alle altre varianti di sclerosi, in quanto alcune particolari proteine favoriscono una demielinizzazione in “stati concentrici”: si alternano, quindi, strati di mielina presenti e assenti. Le proteine, ad un certo punto, spariscono, e le cellule sono libere di aggredire le strutture dell’organismo. Sebbene in alcuni casi (quelli più gravi, ndr) la malattia di Balò può evolvere nella sclerosi multipla, generalmente questo disturbo non causa la demielinizzazione completa del nervo colpito. Per farla breve, le lesioni sono ovviamente presenti ma la sintomatologia può essere meno invalidante, o addirittura non presente. Gli strumenti odierni consentono di individuare i segni della malattia già con la risonanza magnetica, che differenzia i singoli strati di mielina.

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La terapia per la Malattia di Balò

Che approccio terapeutico si utilizza con la malattia di Balò? Dato che a livello di diagnosi e di sintomi siamo praticamente sullo stesso piano rispetto alla sclerosi multipla, anche la terapia risulterà essere praticamente la medesima: l’obiettivo è quindi impedire alle cellule del sistema immunitario di attaccare le strutture dell’organismo. Naturalmente, se la condizione patologica viene scoperta agli esordi, la terapia sarà senz’altro più efficace. La terapia è quindi quella immunomodulante, anche se nelle fasi iniziali si procede con la terapia immunosoppressiva insieme a precise terapie sintomatiche. Sarà il medico a valutare le condizioni del paziente e a scegliere la terapia più adatta, in base a come si presenta la malattia di Balò.

AHCC nella Sclerosi Multipla

Un integratore che può rivelarsi molto utile nella terapia contro la malattia di Balò è sicuramente l’AHCC, che è principalmente basato su alfa-glucani estratti dal fungo Lentinula edodes, conosciuto anche come Shiitake. La sua azione è molto simile a quella della terapia farmacologica, ovvero l’AHCC frena l’aggressione alle strutture da parte del sistema immunitario: tuttavia, se i farmaci sono indispensabili per inibire il sistema e farlo desistere dall’aggressione alle guaine mieliniche, l’integratore favorisce l’aumento di quelle cellule che non attaccano le suddette guaine.

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In questo modo, l’organismo subisce molti meno attacchi e di conseguenza si rinforza, evitando il classico indebolimento dovuto alle terapie farmacologiche. Ad oggi, non ci sono evidenze scientifiche sull’effettivo funzionamento dell’integratore AHCC nella malattia di Balò, ma gli ottimi risultati confermati dalla ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (che si distingue per una patogenesi molto simile a quella della sclerosi multipla, ndr) fa ben sperare su una sua efficacia anche nei confronti di questa patologia autoimmune.

Per questo motivo, i medici tendono a consigliare l’utilizzo di AHCC anche se esclusivamente come terapia di supporto, che non potrà mai in nessun modo sostituire quella farmacologica: l’utilizzo dell’integratore, da solo, non può essere sufficiente a curare la malattia di Balò, così come nessun’altra patologia autoimmune. Sarà poi il medico curante a consigliare al meglio il paziente, in base alla gravità e alla tipologia dei sintomi nonchè alla terapia farmacologica che sta seguendo.