Scritto da Nutraceutica Biolife "giu 08, 21" 3 Tempo di lettura

Quando all’interno degli organi e dei tessuti va a depositarsi una sostanza definita “sostanza amiloide” siamo in presenza di una patologia rara chiamata  amiloidosi. Per vari motivi l’organismo comincia a produrre delle proteine anomale che iniziano a vagare per l’organismo stesso, fino a depositarsi negli organi: a seconda della tipologia di amiloidosi che colpisce il soggetto, si assisterà a deposizioni in punti diversi dell’organismo.

Ovviamente quando si verificano le deposizioni delle proteine anomale all’interno degli organi, questi ultimi non riescono più a funzionare normalmente: una situazione che fa emergere subito un quadro sintomatologico piuttosto chiaro, che può essere anche di livello importante. Quando l’accumulo di sostanza amiloide interessa un solo organo si parla di amiloidosi localizzata; al contrario, se gli accumuli tendono a presentarsi anche in altri organi, il nome della malattia è amiloidosi generalizzata o sistemica.

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Amiloidosi: le cause e i sintomi

Ma cosa scatena esattamente l’amiloidosi? La causa dell’insorgenza di questa malattia sarebbe da ricercare nelle plasmacellule, che producono una quantità esagerata, e di conseguenza anomala, di proteine. In genere le plasmacellule producono anticorpi, ma se insieme a questi cominciano a produrre anche queste proteine anomale, l’organismo andrà a formare delle proteine diverse dalle solite, di dimensione più grande, e difficilmente eliminabili dai reni. Dato che queste proteine non vengono espulse, ecco che si vanno a formare degli accumuli proteici che rimangono dapprima nel sangue e, in seguito, si depositano su uno o più organi, mettendo a serio rischio il loro normale funzionamento. Le cause più comuni che comportano una produzione anomala di proteine sono sostanzialmente le seguenti:

  • la presenza di una neoplasia come il mieloma, che comporta un difetto delle plasmacellule che producono anticorpi, con una conseguente produzione eccessiva di sostanza amiloide;
  • la presenza di un’infiammazione cronica, come ad esempio l’artrite reumatoide;
  • l’ereditarietà di alcune anomalie a carico di un organo, anche se questa causa non è così diffusa come le precedenti. Se il problema riguarda un organo solo si può intervenire tramite un trapianto, che serve a far sparire del tutto la patologia e a tornare a condurre una vita perfettamente normale.

Dato che esistono molte malattie che presentano gli stessi sintomi dell’amiloidosi, non è semplice capire subito che ci si trova di fronte a questa specifica patologia. La diagnosi è, quindi, tutt’altro che semplice, ed è necessario prelevare un pezzo di tessuto dell’organo colpito (la biopsia, ndr) e osservarlo attentamente al microscopio per individuare così i depositi di sostanza amiloide. Ci sono anche metodi meno invasivi come la scintigrafia, che è molto utile quando non è ancora chiaro quale sia l’organo (o gli organi) effettivamente interessati dalla malattia.

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La terapia per l’amiloidosi

Per risolvere definitivamente la malattia sarebbe opportuno eliminare i depositi di sostanza amiloide dall’organismo, ma al momento ciò non è possibile per assenza di terapie in grado di intervenire in questo senso. L’attuale terapia per l’amiloidosi consiste nella cura del singolo organo e nella diminuzione dell’accumulo che si è verificato, a seconda della causa scatenante. Se il problema a monte è un mieloma, si interviene su di esso con dei cicli di chemioterapia, se invece siamo di fronte ad un’infiammazione cronaca sarà necessaria una terapia a base di molecole antinfiammatorie che colpiscano direttamente la malattia primaria. Infine, come già accennato, se l’amiloidosi è causata da fattori genetici si procede ad un trapianto. Oggi i pazienti colpiti da questa patologia hanno una buona prospettiva di vita, a differenza del passato.

La terapia nutrizionale può essere d’aiuto

Per aiutare nella cura dell’amiloidosi possono rivelarsi importanti anche alcune terapie naturali come la micoterapia, che riduce la produzione della sostanza amiloide. Abbassare l’immunità specifica stimolando l’attività delle cellule NK è la caratteristica principale di molecole come l’AHCC, che si rivelano molto utili nella cura di patologie come l’artrite reumatoide ma anche in altre situazioni che causano l’amiloidosi, come appunto il mieloma o i problemi genetici a carico di un organo.

Il giusto mix tra terapie tradizionali e naturali può aiutare ad arrestare la produzione di proteine anomale, evitando così che la sostanza amiloide vada ad accumularsi nei tessuti e negli organi, causando gravi malfunzionamenti a carico degli stessi. Naturalmente, le terapie naturali sono efficaci nella riduzione della produzione della sostanza amiloide, ma di certo non nella rimozione della stessa, qualora già presente: per ogni paziente è bene stilare una terapia sintomatologica molto precisa, dato che i casi variano da persona a persona, il tutto in attesa di terapie più mirate.