Scritto da Nutraceutica Biolife "giu 09, 21" 3 Tempo di lettura

La curcuma è una delle piante medicinali più conosciute al mondo. Utilizzata da secoli in Asia, negli ultimi anni si sta diffondendo in tutto il mondo per la sua comprovata utilità nel trattamento di diverse patologie. In particolare la curcuma è nota per essere una “pianta terapeutica anticancro”.

In questo articolo cercheremo di approfondire ciò che ad oggi la scienza sa del reale effetto terapeutico di questa pianta erbacea, in particolar modo sotto il profilo della prevenzione e della terapia delle malattie oncologiche, evidenziando anche aspetti poco conosciuti e alcune criticità del suo utilizzo.

L’effetto preventivo

Dal punto di vista scientifico, l’effetto preventivo della curcuma rispetto alle malattie tumorali, è ormai noto. Esso si deve ad uno dei composti della pianta, la curcumina, che ha potere antiossidante. Poiché i radicali liberi possono causare all’organismo molti danni, tra cui anche modifiche al DNA, cui può conseguire la formazione di una neoplasia, l’effetto antiossidante della curcumina è sicuramente benefico. L’antiossidante si lega al radicale libero impedendone il contatto con il DNA e, così facendo, vi sono minori possibilità che si sviluppi una modifica dell’elica e una neoplasia.

Naturalmente le cause che portano allo sviluppo del cancro sono molte e assumere la curcumina non può proteggere l’organismo da tutte ma, nel complesso, si tratta comunque di un ottimo alimento da assumere per prevenire conseguenze oncologiche.

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La terapia

Il discorso è un po' diverso se si prende in esame la funzione terapeutica della curcuma perchè, per quanto esistano degli studi specifici, essi sono comunque limitati e, soprattutto, partendo dai risultati ottenuti, non si può generalizzare affermando che questa pianta sia anticancro, perchè ogni malattia oncologica ha caratteristiche peculiari.

Gli studi, sia preclinici e clinici, hanno messo in evidenza come la curcuma abbia un’efficacia terapeutica su alcune forme di cancro, che colpiscono l’intestino, la mammella, la pelle e lo stomaco.

Il meccanismo che consente alla curcuma di trattare le neoplasie non è ben compreso, anche se sembra basarsi sull’inibizione di alcuni enzimi particolarmente attivi nelle cellule neoplastiche. La curcumina sarebbe assorbita da queste cellule (come succede per quelle sane), e potrebbe avere la capacità di bloccare l’attività di un enzima in particolare, presente in tutte le cellule ma particolarmente espresso in quelle neoplastiche, che rende più rapida la riproduzione.

La curcumina è un prodotto naturale, non in grado di esprimere la stessa efficacia dei farmaci chemioterapici. La sua azione è maggiore sulla superficie della massa, che infatti smette di crescere, mentre non riesce a raggiungere la parte interna dove vi è un minor assorbimento.

Una forte componente legata al successo della curcumina è la capacità di penetrare all’interno dei tessuti:  lo stomaco e l’intestino, ma anche altri organi molto vascolarizzati come la pelle o il seno, hanno mostrato percentuali di successo maggiori nel caso di terapia con la curcuma. Al contrario, la vescica, a causa delle modifiche fatte dal fegato alla curcumina stessa, oppure il cervello, che è una parte del corpo difficile da raggiungere a causa della presenza della barriera emato-encefalica, non giovano dell’assunzione della curcuma.

Gli studi disponibili sul rapporto tra curcumina e cancro stanno aumentando di numero in maniera costante, nel tentativo di capire quanto ci sia di vero in quelle che per il momento rimangono delle ipotesi. Secondo i ricercatori l’organo che potrebbe maggiormente trarre beneficio dell’assunzione di questa pianta, è l’intestino.

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Tuttavia, considerando che al momento le ipotesi sono tante ma le certezze poche, il consiglio è sempre quello di non sostituire le terapie tradizionali con la curcuma, ne con qualsiasi altro integratore. Su consiglio medico, è possibile assumere l’integratore in associazione al trattamento chemioterapico, per potenziare i benefici della terapia medica. La curcuma, in presenza di una malattia tumorale, va assunta sotto stretto controllo medico.  

Dal punto di vista alimentare la curcuma è considerata un alimento sicuro, che non dà problemi di sovradosaggio o effetti avversi.

I medici, tuttavia, mettono in guardia sul suo utilizzo come spezia medicinale: la curcuma ha la capacità di interagire con alcuni farmaci, tra cui alcuni che hanno azione chemioterapica. Le interazioni sono rare, ma è comunque importante informare il medico dell’assunzione dell’integratore se si stanno assumendo dei farmaci, per far sì che egli possa valutare se esistono interazioni note.

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