Scritto da Nutraceutica Biolife "mag 05, 21" 3 Tempo di lettura

La patologia umana di origine fungina probabilmente più conosciuta è la candidosi. Si tratta di un’infestazione parassitaria, causata da funghi del genere Candida, di cui la specie più comune è la Candida albicans.

L’infezione può presentarsi in varie parti del corpo, ma sono soprattutto la bocca e la vulva ad esserne interessate. Nei casi più gravi, quando il fungo si diffonde nel sangue, la Candida può essere addirittura letale. Per fortuna si tratta di casi molto rari.

Il fungo Candida, che si trova normalmente nell’ambiente in cui viviamo, viene anche definito patogeno opportunista, in quanto diviene infettante, e quindi pericolo per l’uomo, solo se la sua carica è abbastanza alta, altrimenti è innocuo.

Generalmente i soggetti che sviluppano l’infezione sono immunodepressi, hanno cioè il sistema immunitario indebolito, non in grado di contenere l’infezione. Le cause dell’immunodepressione sono molteplici: si va dall’AIDS all’assunzione di farmaci chemioterapici, fino allo stress.

Tradizionalmente la Candida viene trattata con una terapia antifungina, basata su farmaci non antibiotici in grado di uccidere il fungo. Purtroppo la percentuale di successo di qyesta terapia non è del 100% e la malattia tende a recidivare dopo la sospensione della terapia, per questo essa non deve prolungarsi eccessivamente. Inoltre,  alcune varianti di Candida possono essere resistenti ai farmaci.

A complicare il quadro vi sono alcuni casi, come quelli di candidosi orale, in cui risulta difficile applicare un trattamento topico. Per questo motivo il tipo di somministrazione della terapia va valutato di volta in volta, in base alla parte dell’organismo colpita dall’infezione.

Vista la difficoltà di trattare con successo e in modo definitivo la Candida, alle terapie tradizioni spesso di associano una serie di terapie naturali, tra cui i lavaggi con il bicarbonato, che hanno un’azione leggermente fungicida e che permettono di rimuovere un pò di funghi dalla lesione, evitando che si possano diffondere. Ma un interessante aiuto arriva anche da AHCC, una molecola estratta, quasi paradossalmente, da fungo, il Lentinula edodes, che stimola l’attività del sistema immunitario e coadiuva l’organismo nel contrasto all’infezione causata dalla Candida.

Come AHCC agisce sul sistema immunitario

Il meccanismo d’azione di AHCC è molto semplice e si basa sulla stimolazione del sistema immunitario, le cui cellule, i globuli bianchi, vengono nutriti dalla molecola. In particolare, l’AHCC stimola l’immunità aspecifica, composta dalle cellule bianche che combattono contro qualunque agente estraneo (a differenza di quella specifica in cui i globuli combattono agenti patogeni ben precisi e, solitamente, già conosciuti dall’organismo).

Abbiamo visto come Candida sia un patogeno opportunista, cioè un organismo che approfitta del sistema immunitario indebolito, per proliferare. E’ chiaro, quindi, come l’assunzione di AHCC permetta di rendere più difficile la crescita del fungo nell’organismo e anche la sua iniziale replicazione.

L’AHCC può essere usato quindi sia a scopo preventivo che terapeutico, specie nei soggetti immunodepressi e in quelli in cui la terapia proposta dalla medicina tradizionale non ha portato i risultati sperati. Gli studi scientifici hanno evidenziato come, con l’assunzione di AHCC, l’attività delle cellule aspecifiche può aumentare anche di 2 o 3 rispetto al livello iniziale.

Il processo di limitazione dell’infezione avviene attraverso due meccanismi:

i globuli bianchi combattono direttamente il fungo, distruggendone le ife, cioè i filamenti che il fungo forma e grazie ai quali si riproduce, e le unità singole (quando il fungo non è filamentoso è formato da unità cellulari, perché si tratta di un fungo dimorfico);

poiché le ife sono gli organi riproduttori del fungo, l’attività del sistema immunitario ne impedisce la riproduzione, arrestando l’infezione.

L’attività di AHCC è stata provata non solo nell’uomo affetto da infezioni dermatologiche di diverso tipo ma, per via sperimentale, anche sui murini, a cui è stata indotta l’infezione di Candida a livello sanguigno, potenzialmente mortale. La somministrazione di AHCC nei murini infetti si è dimostrata in grado di ridurre la mortalità negli animali, oltre ad aver creato un aumento del numero di granulociti neutrofili ( probabilmente il motivo della riduzione della mortalità).

Questi risultati molto promettenti sull’afficacia di AHCC nel trattamento della Candida albicans non devono però indurre i pazienti ad interrompere la terapia farmacologica. Al contrario, la molecola risulta efficace proprio come supporto alle terapie tradizionali e nel caso in cui il soggetto fosse risultato resistente ai farmaci antifungini.

Saranno necessari, comunque, ulteriori studi per capire se il meccanismo d’azione conosciuto (l’attivazione dei globuli bianchi), sia l’unico che permette alla molecola di essere così efficace oppure ve ne siano altri.

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