Scritto da Nutraceutica Biolife "mar 24, 21" 3 Tempo di lettura

L’ipocalcemia è una malattia silenziosa, che colpisce in prevalenza le donne e che consiste in una carenza di calcio nel sangue. Rispetto all’osteoporosi presenta più sintomi, tra cui: sensazione di formicolio agli arti inferiori e        superiori, difficoltà di concentrazione, dolori muscolari e palpitazioni.

Il calcio ha un ruolo fondamentale nella formazione delle ossa e dei denti, ma non solo. Questo importantissimo minerale aiuta certi ormonia svolgere correttamente il loro compito a livello dei reni e dell’intestino. Favorisce la coagulazione del sangue, e genera la trasmissione degli impulsi nervosi e le contrazioni muscolari. Inoltre, favorisce l’attivazione di importanti enzimi e lo scambio cellulare di ossigeno e nutrienti. Da ultimo, favorisce anche l’assorbimento della vitamina B12.

Come altre condizioni patologiche, l’ipocalcemia può essere diagnosticata attraverso un semplice prelievo del sangue. Dopo la diagnosi, è fondamentale procedere all’individuazione della causa che ha portato alla carenza di calcio.

Meccanismo che regola il livello di calcio nell’organismo

La regolazione del livello di calcio nel sangue dipende da tre molecole: la vitamina D e gli ormoni calcitonina e paratormone, presenti nel collo.

Il livello di calcio si alza e si abbassa di continuo, attivando alternativamente i due ormoni regolatori. La vitamina D, invece, favorisce la penetrazione del minerale nelle ossa, che rappresentano una riserva di calcio, quanto il livello è alto, viceversa esso viene prelevato quando la concentrazione si abbassa.

La principale fonte di approvigionamento di calcio è l’alimentazione. Esso necessita di essere integrato costantemente perchè viene eliminato attraverso le urine, l’allattamento materno e la contrazione muscolare.

Uno squilibrio di questo delicato meccanismo di regolazione, causa un malfunzionamento delle paratiroidi oppure una carenza di vitamina D, che sfocia nell’ipocalcemia.

Principali cause dell’ipocalcemia

Le cause dell’ipocalcemia possono essere diverse, tuttavia la più comune è la carenza di vitamina D.

Anche alcuni medicinali, come i diuretici, oppure i trattamenti ormonali e gli antibiotici, possono causare questo disturbo, in quanto interferiscono con il metabolismo del calcio. Tra le cause cause si annoverano:

  • insufficienza renale cronica;
  • infiammazioni acute;
  • ipoparatiroidismo;
  • consumo eccessivo di caffeina e bibite gassate.

L’individuazione della causa consente al medico di prescrivere la giusta terapia.

Come integrare il calcio e la vitamina

I soggetti che presentano una condizione di ipocalcemia possono integrare il calcio e la vimanina D per mezzo di alcuni alimenti che ne sono ricchi, come il latte e i formaggi, oppure, nei casi più gravi, assumere degli integratori alimentari specifici a base di calcio lattato, calcio cloruro o calcio gluconato.

Rispetto all’alimentazione, gli integratori permettono di integrare il minerale in tempi più rapidi, in forma biodisponibile, permettendo anche ai pazienti che non possono mangiare i latticini di ristabilire un normale livello di calcio all’interno del loro organismo. Gli integratori di calcio sono quindi molto utili anche nei soggetti obesi e intolleranti.

Inoltre, l’assunzione regolare di un integratore di calcio permette di evitare, nel lungo periodo, di ricadere in una condizione di ipocalcemia.

Anche la vitamina D, se carente, può essere integrata dall’esterno. La sola integrazione di calcio, infatti, non è sufficiente se a livello intestinale vi è un problema di assorbimento del minerale oppure se la sua mancanza impedisce il rilascio del calcio dalle ossa, quando ve n’è la necessità.

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Uno degli integratori più completi in commercio è D3K1, composto dalla forma più attiva della vitamina, la D3, che rimuove il calcio dalle ossa per immetterlo nel sangue, e la vitamina K, che favorisce un maggiore assorbimento del calcio a livello intestinale.

La presenza di un corretto livello di vitamina K facilita anche l’assorbimento di maggiori quantità di calcio derivante dall’alimentazione, altrimenti eliminato attraverso le feci.

Assumendo D3K1 è possibile ristabilire il giusto livello di calcio e vitamina D, semplicemente abbinando all’integratore un’alimentazione equilibrata.

Per monitorare l’innalzamento dei livelli di calcio e, quindi, l’efficacia della terapia integrativa, è sufficiente sottoporsi, a distanza di poche settimane, a nuove analisi del sangue.

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Ai soggetti che hanno sofferto di ipocalcemia, anche in assenza di sintomi, è consigliabile la ripetizione delle analisi almeno una volta ogni tre mesi, per tenere monitorata la situazione.