Scritto da Nutraceutica Biolife "giu 04, 21" 3 Tempo di lettura

Il Tribulus terrestris è una tra le piante più interessanti dal punto di vista terapeutico, conosciuta da secoli presso alcune popolazioni che la utilizzano come pianta medicinale.

Gli effetti più conosciuti sono quelli che riguardano l’apparato riproduttore maschile. Grazie ad alcune delle sue molecole, il Tribulus è in grado di stimolare i recettori del testosterone. Tuttavia la pianta presenta anche un’azione benefica a livello di basse vie urinarie, è un ottimo epatoprotettore e ha molti altri effetti minori. In questo articolo ci occuperemo della sua azione immunomodulatoria, ovvero sulla sua capacità di interferire positivamente con il nostro sistema immunitario.

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Azione sul sistema immunitario

Le caratteristiche modulatorie del sistema immunitario del Tribulus sembrano essere attribuibili alla presenza delle saponine, di cui una, lo sappiamo per certo, è responsabile degli effetti positivi della pianta sul funzionamento dell’apparato riproduttore maschile.

L’effetto immunomodulante del Tribulus è particolare. Come ha mostrato la prova di cui parleremo di seguito, la pianta sembra riuscire a modulare l’attività del sistema immunitario solamente nei casi in cui esso sia già stato precedentemente modulato, anche fisiologicamente. Per questo l’assunzione del Tribulus non è indicata per le persone sane, sulle quali non avrebbe alcun effetto, ma solo per quei soggetti che hanno avuto una patologia.

Il Tribulus, inoltre, sembra stimolare selettivamente solo l’immunità aspecifica, in particolare le cellule Natural Killer, ed essere in grado di modificare il rapporto tra linfociti CD4+ e CD8+ e tra i linfociti Th1 e Th2. La risposta al Tribulus è dose-dipendente, ovvero la modulazione del sistema immunitario è tanto più forte tanto più grande è la dosa ingerita.

La stimolazione del sistema immunitario è positiva, in quanto aumenta sia il numero di cellule circolanti, sia la loro attività. All’immunostimolazione si aggiunge anche una certa attività antinfiammatoria, anch’essa dimostrata tramite studi specifici, e analgesica, tutti effetti che, uniti tra loro, fanno rientrare per merito Il Tribulus tra le piante medicinali. Purtroppo non è semplice determinare quanti degli effetti della pianta sono direttamente riconducibili dall’azione immunostimolante, per questo riportiamo di seguito i risultati di un test scientifico specifico.

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I risultati del test dell’immunomodulazione

E’ stato eseguito un test su animali da laboratorio, che sono stati sottoposti ad un’attività sportiva mirata ad abbassare fisiologicamente le loro difese immunitarie.

Sono così stati comparati due gruppi di animali, l’uno sottoposto ad un’attività sportiva molto intensa (da cui ci si aspetta una modulazione in negativo del sistema immunitario), e l’altro no. Ad entrambi i gruppi è stato somministrato il Tribulus terrestris, per valutarne l’effetto sul la modulazione del sistema immunitario.

Il risultato è stato molto interessante: mentre negli animali che non sono stati sottoposti ad all’attività fisica eccessiva non vi sono stati cambiamenti a livello di sistema immunitario, in quelli appartenenti all’altro gruppo si è evidenziato un aumento del numero di cellule immunitarie, insieme ad una diminuzione dei glicocorticoidi (del cortisolo, ormone antinfiammatorio ed immunosoppressivo che viene prodotto, tra le altre situazioni, proprio durante l’attività sportiva).

Lo studio è degno di nota perché mostra come il Tribulus in situazioni normali non abbia attività immunostimolante mentre, al contrario, nei casi in cui una fonte stressogena esterna (ad esempio l’esercizio fisico intenso) produce una modulazione in negativo sull’attività del sistema immunitario, esso sia in grado di contrastarlo, probabilmente interagendo, con effetto opposto, con il cortisolo endogeno.

Purtroppo gli studi a nostra disposizione, al momento, non sono molto numerosi da poter definire con precisione su quali patologie ne è più indicata l’assunzione, a parte l’infertilità maschile, le infiammazioni delle vie urinarie oppure dei reni e le patologie del fegato, per le quali l’integratore viene già prescritto, con successo, da lungo tempo.

Prima di iniziare il trattamento con il Tribulus, indipendentemente dalla patologia, è fondamentale consultare il medico curante, in particolare se si sta già seguendo una terapia antinfiammatoria con ormoni steroidei (cortisone), perchè in questo caso l’integratore potrebbe avere effetto opposto a quello dei farmaci, vanificando in tutto o in parte la terapia.

Fonti: