Scritto da Nutraceutica Biolife "mar 19, 21" 3 Tempo di lettura

La melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale, posta alla base del cervello. Da tempo è utilizzata in medicina sotto forma di integratore per trattare i disturbi del sonno, e più nello specifico quelli riguardanti il ciclo sonno-veglia. 

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La melatonina contenuta negli integratori naturali viene estratta dalle piante ed è identica, dal punto di vista chimico, a quella prodotta dall’organismo.

Il primo ad utilizzare la melatonina a scopo terapeutico fu il tanto discusso Luigi Di Bella, balzato all’onore delle cronache per la terapia anticancro che porta il suo nome e che, ancora oggi, è priva di riscontri scientifici.

Una serie di studi scientifici pubblicati negli ultimi 10 anni hanno dimostrato i benefici dell’assunzione di melatonina come coadiuvante della chemioterapia.

In questo articolo andremo ad analizzare sia i benefici sia il metodo di interazione dell’integratore nei malati oncologici sottoposti a chemioterapia.

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La melatonina in chemioterapia

Secondo le statistiche, i pazienti che assumono melatonina hanno un’aspettativa di vita maggiore rispetto a quelli che non ne fanno uso, per la precisione di circa 1 anno. Per valutare nella maniera corretta questi dati bisogna tenere presente che si tratta di una statistica comprendente diversi tipi di cancro, sia per tessuto, sia per decorso e per tipo di trattamento chemioterapico.

Gli studi mettono in luce anche un altro beneficio, ovvero riduzione degli effetti collaterali della terapia farmacologica, in particolare della nausea e del vomito.

La melatonina è anche in grado di stimolare la produzione di glutatione, un antiossidante prodotto dalle cellule che limita i danni causati dai radicali liberi prodotti dalla cellula neoplastica. Infine, per alcuni tipi di cancro, si è avuto addirittura un rallentamento della crescita della neoplasia.

Questi effetti positivi sono stati inseriti in una review, una raccolta sistematica dei dati derivanti dai tanti studi condotti sulla melatonina assunta in corso di terapia anticancro. I dati sono stati analizzati e correlati con i possibili meccanismi d’azione che permettono all’ormone di agire sull’organismo malato.

I meccanismi, al momento, sono solo ipotetici, poichè non è chiaro quali di questi siano i reali responsabili del miglioramento della salute del paziente. Tuttavia il loro elenco permette di comprendere come la melatonina abbia un forte impatto sull’organismo umano, in particolare su quello delle persone affette da patologie importanti come il cancro.

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Meccanismi di azione della melatonina durante la chemioterapia

I meccanismi d’azione ipotizzati sono i seguenti:

  • modulazione dell’angiogenesi: la melatonina sembra avere un effetto di inibizione della formazione di nuovi vasi sanguigni che, nel caso di un tumore, si formano per portare nutrimento e accrescere la massa. Questo processo di inibizione potrebbe limitare la proliferazione delle cellule neoplasiche.
  • stimolando la sintesi del glutatione, la melatonina limiterebbe i danni causati dai radicali liberi prodotti dalle cellule neoplastiche in attiva moltiplicazione, che danneggiano i fattori circostanti.
  • effetto sui precursori dell’ematopioesi, che spesso vengono danneggiati dal farmaco chemioterapico: se l’effetto negativo sui precursori dei globuli bianchi e rossi è meno potente, abbiamo una difesa maggiore dell’organismo dagli effetti avversi del farmaco assunto.
  • induzione dell’ aumento di produzione di citochine, tra cui le interleuchine, i mediatori chimici che stimolano la risposta del sistema immunitario. Con una risposta maggiore abbiamo un’attivazione sia verso la neoplasia che verso altri patogeni che, considerando lo stato di immunodepressione dell’organismo indotta dalla chemioterapia, potrebbero attaccarlo e mettere a rischio la vita del paziente.
  • radioprotettività, un fenomeno diretto più alla protezione dai danni causati dalla radioterapia che da quelli della chemioterapia, ma comunque importante.

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Alcuni di questi fenomeni sono stati dimostrati scientificamente, altri sono al vaglio della ricerca.

Di certo abbiamo i dati statistici sull’effettivo aumento dell’aspettativa di vita dei pazienti oncologici che assumono la melatonina, a fronte di trascurabili effetti collaterali indotti dall’integratore.

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