Scritto da Nutraceutica Biolife "giu 11, 21" 3 Tempo di lettura

La melatonina è una delle sostanze naturali più utilizzate per aiutare i soggetti con problemi del sonno. Non si tratta di un sonnifero, quindi un è un farmaco e non ha gli effetti collaterali tipici dei prodotti farmaceutici. Se assunta correttamente, mima l’azione della melatonina endogena (prodotta dall’organismo), favorendo in modo naturale il sonno.

Particolarmente utile nella popolazione anziana, è comunque indicata per tutte le fasce d’età.

La melatonina nelle persone anziane

Con l’avanzare dell’età, la capacità endogena di secrezione della melatonina da parte dell’epifisi si riduce gradualmente, per questo le persone anziane hanno maggiore difficoltà a dormire. Questo dipende sia dalle degenerazioni cerebrali, che in alcuni soggetti sono molto lievi ma comunque presenti, sia da una maggiore sensibilità agli stimoli esterni, che impediscono di mantenere lo stato di sonno.

Il sonno, a sua volta, interagisce con una serie di meccanismi come l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico, la vasodilatazione, l’abbassamento della pressione. Questi meccanismi non sono una prerogativa della melatonina ma, indirettamente, sono collegati ad essa: la riduzione delle ore di sonno e i risvegli frequenti portano ad un aumento della pressione media che può causare un  peggioramento di alcune patologie come quelle che coinvolgono l’apparato respiratorio.

L’integrazione di melatonina

Negli anziani l’integrazione di melatonina ha lo stesso scopo che nei soggetti più giovani, ovvero indurre il sonno. Se le secrezioni endogene di melatonina vanno incontro ad una diminuzione nel corso degli anni, un’assunzione esogena dell’ormone riesce ad indurre il sonno in modo molto simile a quello sperimentato dal soggetto in età meno avanzata. Un quantitativo di melatonina stabile nel sangue, nel complesso, aiuta a migliorare il sonno, mettendo al riparo dagli effetti negativi dei frequenti risvegli notturni.

Uno studio del 2016, tuttavia, ha mostrato come le integrazioni di melatonina avrebbero la capacità non solo di indurre il sonno, ma anche di ridurre l’infiammazione nell’organismo, nonchè la degenerazione cellulare.

In pazienti che hanno assunto costantemente la melatonina, si è notato un decremento dei mediatori dell’infiammazione, a dimostrazione di come l’integrazione, anche se non a livelli altissimi, può ridurre lo stato infiammatorio dell’organismo, spesso presente e, addirittura cronico, nelle persone anziane. I mediatori presi in considerazione dall’analisi sono l’interleuchina, il Tumor-Necrosis-Factor alfa (un indice oltre che di infiammazione, anche di induzione alla morte cellulare) e la proteina C reattiva.

Questi benefici, naturalmente, si hanno solamente in caso di assunzione continuativa della melatonina. Le quantità di ormone assunte devono essere sufficienti a creare l’effetto benefico, quindi un’assunzione  sporadica dell’integratore, risulterebbe inutile. Per ottenere un’indicazione corretta dei dosaggi, è bene rivolgersi ad un medico, evitando il fai da te. In caso di sovradosaggio, non vi sono comunque particolari rischi.

Nel complesso si può considerare l’assunzione di melatonina una terapia complementare e sicura. Se assunta da sola, apporta benefici unicamente sul controllo del sonno, mentre se assunta a lungo e insieme agli intinfiammatori, ha la capacità di potenziare l’effetto dei farmaci, fino a renderne possibile la riduzione del dosaggio.

Quando non è indicato utilizzare la melatonina nell’anziano

Negli anziani è bene che la melatonina sia prescritta dal medico curante. In alcuni soggetti potrebbe avere un effetto ipotensivo e stimolare la coagulazione del sangue. Per questo va usata con cautela se il soggetto

soffre di bassa pressione o di coagulopatie. Non è indicata nemmeno negli anziani che assumono farmaci che hanno effetto sul cuore, per il rischio di interazione.

In generale, comunque, si tratta di un’integrazione sicura, con effetti avversi molto rari e, soprattutto, che può rivelarsi utile per evitare l’assunzione di farmaci specifici, ricchi di effetti collaterali, recuperando una buona qualità del riposo notturno.

Fonte: