Scritto da Nutraceutica Biolife "giu 23, 21" 3 Tempo di lettura

La curcuma o zafferano delle Indie, come alcuni amano definirla, ha conquistato le tavole degli italiani; con altre spezie compare in molte ricette e dona un carattere particolare ai piatti. Non tutti però sanno che la curcuma è usata anche in ambito officinale. Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune generata dall’insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas, ormone fondamentale per il metabolismo dei carboidrati. Si tratta della patologia metabolica più diffusa al mondo, distinta dalla variante 2, causata dall’insulino-resistenza, nel paziente adulto.

Sono proprio le cellule del sistema immunitario ad aggredire, nel diabete di tipo 1, quelle del pancreas, responsabili della produzione di insulina. Questa “anomalia” mette in serio pericolo la salute umana, e in particolare, conduce l’organismo dei bambini ad una condizione definita iperglicemia.

La malattia ha un’origine certamente imputabile ad una varietà di fattori, un mix tra predisposizione genetica e ambiente. La risposta immunitaria che tali elementi inducono contro le cellule beta pancreatiche è anomala. I fattori predisponenti possono essere molteplici, tra i tanti possiamo citare il mimetismo molecolare e le alterazioni nella selezione clonale; in genere, comunque, si tratta di difetti o alterazioni innate della risposta immunitaria.

I linfociti auto-reattivi vengono attivati da un evento scatenante. L’attacco citotossico messo in atto dai linfociti T determina l’insorgere della malattia.

Cosa si può fare per prevenire, almeno parzialmente, un evento avverso come la patologia in questione?

Diabetes Care ha reso noto uno studio secondo il quale i soggetti che assumono regolarmente un integratore di curcuma per almeno 9 mesi riducono le probabilità di sviluppare il diabete 1. Bisogna precisare che si tratta di una malattia comunque poco prevedibile, dall’esordio improvviso.

Modificare lo stile di vita può senza dubbio essere utile ai pazienti affetti da diabete di tipo 2. È importante bandire il fumo e avere una dieta sana, conservando un peso corporeo regolare.

La curcuma agisce grazie ad un polifenolo antiossidante (il suo principio attivo), in grado di influire sul sistema immunitario, riducendo gli effetti delle complicazioni del diabete. Questa patologia è insidiosa non solo per il modo in cui si manifesta, per i sintomi che i pazienti avvertono, per le limitazioni che pone, nella quotidianità di chi ne è affetto, ma anche per le sue conseguenze, gli effetti visibili nel tempo. La polineuropatia periferica, problemi agli occhi, disagi cognitivi, l’infiammazione sistemica, il ritardo nella guarigione dalle ferite sono solo alcune delle conseguenze del diabete.

La curcumina, secondo uno studio pubblicato su Clinical and Experimental Immunology abbassa la risposta dei linfociti T che distruggono le cellule pancreatiche beta e aumenta l’attività dei farmaci immunomodulanti utilizzati per gestire la malattia. Alterando la funzione stimolatrice delle cellule T, riduce la produzione di citochine pro-infiammatorie e di ossido nitrico.

Numerosi sono gli studi pubblicati negli ultimi 13 anni che dimostrano come la curcumina abbia un effetto positivo sulla glicemia, prevenendo il diabete e riducendo sensibilmente le complicazioni correlate all’iperglicemia.

È importante però fare chiarezza sul ruolo degli integratori a base di curcumina. Secondo il Journal of Medicinal Chemistrynon si dispone, al momento, di sufficienti evidenze scientifiche per sostenere con assoluta certezza che la curcumina possa prevenire il diabete. Ciò significa che altri studi dovranno essere avviati per approfondire il legame tra la curcuma e la prevenzione della malattia. È bene anche sapere che non tutti gli integratori hanno la stessa efficacia, poichè il principio attivo necessita di essere altamente biodisponibile, per provocare le reazioni desiderate.

Oggi, uno degli integratori di curcuma maggiormente efficaci è Biolife Curcumin Plus, titolato al 35% in curcuminoidi, addizionato di sulforafano (antiossidante), solubile ed altamente biodisponibile, al contrario dei comuni estratti di curcuma commercializzati con formazione in capsule. Mentre i ricercatori lavorano per dimostrare l’efficacia degli integratori di curcuma sui pazienti affetti da diabete di tipo 1, l’assunzione di questo prodotto, privo di effetti collaterali, può migliorare il profilo clinico del paziente e prevenire le complicanze a lungo termine.