Scritto da Nutraceutica Biolife "giu 02, 21" 3 Tempo di lettura

Dopo i 65 anni, si cominciano ad avvertire diversi sintomi che possono riguardare patologie piuttosto comuni in questa fascia di età. Queste patologie, a lungo andare, diventano invalidanti e debilitanti per il paziente, comportando anche una progressiva perdita di autosufficienza. La branca della medicina che si pone come obiettivo quello di studiare e possibilmente risolvere (o diminuire fortemente) le condizioni dovute alle patologie che colpiscono gli anziani è la geriatria, che ha come obiettivo far vivere la persona in maniera dignitosa.

Ma cosa porta a queste particolari situazioni? Naturalmente, come detto, il progredire dell’età, che comporta delle modifiche al sistema immunitario. Quest’ultimo, infatti, non riesce più a difendere a dovere l’organismo, e ciò facilita il manifestarsi di patologie dovute ad agenti esterni come virus e batteri. A ciò si aggiungono le malattie autoimmuni, che sono invece generate dall’organismo stesso e che prendono piede, in particolare, in presenza di un sistema immunitario deficitario.

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Come cambia il sistema immunitario nell’anziano?

Il soggetto anziano subisce quindi delle importanti modifiche al sistema immunitario: le cellule non vengono più sostituite rapidamente, e quelle esistenti non sono così rapide nel rispondere ai patogeni. Questa lentezza facilita l’insorgere di patologie che, fino ad una certa età, non si presentano. Le modifiche al sistema immunitario sono le seguenti:

  • le malattie autoimmuni sono più frequenti negli anziani per la capacità decisamente più ridotta di saper differenziare gli antigeni propri dell’organismo da quelli esterni;
  • il riconoscimento degli antigeni è normalmente effettuato dai linfociti T, ma questi diventano man mano più lenti con l’avanzare dell’età. Non solo: il calo di rapidità si evince anche nei macrofagi, che sono invece chiamati alla distruzione degli antigeni e delle cellule tumorali (gli anziani presentano più facilmente neoplasie, ndr);
  • la diminuzione di globuli bianchi, che causa inevitabilmente un organismo sempre meno protetto;
  • la risposta immunitaria scende perchè cala la quantità di anticorpi e di proteine del complemento.

Queste riduzioni non avvengono dalla sera alla mattina, ma si manifestano gradualmente con il passare del tempo. Limitare il decadimento delle funzioni del sistema immunitario è possibile, ed è questo il compito delle terapie naturali immunostimolanti. Tuttavia, oltre ad assumere dei prodotti mirati che vanno a migliorare le condizioni dei soggetti, è prioritario adottare uno stile di vita il più possibile corretto e sano. Serve quindi un’alimentazione adeguata e controllata: mangiare male, magari anche ad orari scorretti, non fa altro che favorire lo sviluppo di infiammazioni che indeboliscono il sistema immunitario. Necessaria anche l’attività fisica, che deve essere praticata anche dopo i 65 anni.

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L’AHCC nel paziente anziano

Oltre alle normali terapie, un valido aiuto può arrivare da un prodotto come l’AHCC, ovvero un estratto dalle cellule del fungo Lentinula edodes. Questa sostanza ha dimostrato in molti casi di riuscire a supportare al meglio il sistema immunitario, specialmente le cellule dell’immunità aspecifica, che sono proprio quelle che consentono di “rispondere” a virus e batteri. Se si tiene conto che dopo i 65 anni una delle principali cause di decesso sono proprio le malattie infettive (a causa della diminuzione dell’immunità cellulo-mediata, stimolata invece dall’AHCC), si capisce l’importanza che può rivestire un prodotto come l’AHCC.

L’AHCC è capace di aumentare il numero dei linfociti Natural-Killer, che hanno il ruolo di riconoscimento degli antigeni che non appartengono all’organismo e di conseguenza procedere alla loro eliminazione. Con l’aumento dei linfociti NK, l’AHCC innalza anche la produzione di citochine, che facilitano l’apporto di cellule dove si manifesta un’infiammazione o una neoplasia. La molecola va assunta costantemente: se si presentano interruzioni nell’assunzione non può verificarsi un’azione migliorativa del sistema immunitario. Per concludere, l’AHCC migliora in maniera molto evidente lo stato del sistema immunitario nei pazienti che hanno più di 65 anni, contrastando il decadimento fisiologico.

Fonti: