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Scritto da Nutraceutica Biolife "set 12, 22" 4 Tempo di lettura

Se abbiamo sempre voglia di consumare cibi poco sani, perdere i chili accumulati nel periodo estivo diventa un miraggio. Attribuirsi tutte le responsabilità di un’alimentazione sbagliata non è sempre giusto. O meglio, è chiaro che gli unici responsabili di tutte le decisioni che riguardano il cibo da portare in tavola siamo noi. Tuttavia, è da tempo che i ricercatori studiano i meccanismi che inducono a consumare cibi grassi o zuccherati. Esistono rapporti chimici all’interno dell’organismo e connessioni tra cervello e intestino che spingono a mangiare “in maniera scorretta”.

La nuova scoperta sul dialogo tra intestino e cervello

I ricercatori dello Zuckerman Institute della Columbia University hanno scoperto che il grasso che viene introdotto nell’intestino attiva un segnale. Attraverso il sistema nervoso, tale impulso sarebbe responsabile del consumo di cibi grassi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha da tempo segnalato che il sovrappeso e l’obesità sono ormai vere e proprie emergenze che coinvolgono tutti i Paesi del mondo. La crisi economica aggrava la situazione. Una migliore distribuzione del cibo è possibile anche limitando i consumi eccessivi registrati in alcune aree del pianeta.

Lo studio che ha individuato un nesso tra l’intestino e il cervello è stato appena pubblicato sulla rivista Nature. I dati raccolti sono importanti perché potrebbero aiutare la scienza a comprendere in che modo fermare la diffusione del sovrappeso e dell’obesità, intervenendo sul sistema nervoso.

Viviamo in tempi senza precedenti, in cui il consumo eccessivo di grassi e zuccheri sta causando un’epidemia di obesità e disturbi metabolici,ha detto il primo autore dello studio Mengtong Li, ricercatore post-dottorato nel laboratorio del Charles Zuker, dello Zuckerman Institute, supportato dall’Howard Hughes Medical Institute.

Anche lo zucchero (diversamente dai dolcificanti artificiali privi di calorie) attiva un meccanismo di comunicazione tra intestino e cervello. Si tratta di un precedente risultato degli stessi ricercatori che hanno individuato la connessione che riguarda il consumo dei grassi.

Un gruppo di cellule funziona come un sensore generale di nutrienti essenziali, rispondendo non solo al grasso, ma anche agli zuccheri e agli amminoacidi,ha specificato il dottor Li. L’altro gruppo risponde solo al grasso, potenzialmente aiutando il cervello a distinguere i grassi da altre sostanze nell’intestino.Sono i neuroni vagali che rispondono all’intestino, o meglio ai segnali che esso invia una volta entrato in contatto con i grassi.

Perché i grassi e gli zuccheri sono importanti per l'organismo

L’obesità diffusa e i risultati di queste ricerche devono indurre a fare chiarezza sulle strategie da adottare per invertire la rotta. In altre parole, i grassi e gli zuccheri non devono essere demonizzati. Ricordiamo che sono essenziali per l’organismo. È la ragione per cui si sono sviluppate le connessioni nervose che inducono al loro consumo.

La ricerca dello Zuckerman Institute ha scoperto che i grassi nell’intestino attivano i neuroni di una particolare regione del tronco encefalico, il nucleo caudale del tratto solitario. Anche i neuroni del nervo vago, come già sottolineato vengono stimolati. Insomma, quanto più saranno chiari questi meccanismi, tante più strade si apriranno per intervenire sull’obesità e sul sovrappeso.

Evitare di ingerire più calorie di quelle spese

In ogni caso, quando la quantità di calorie introdotte nell’organismo supera la quantità di quelle impiegate per lo svolgimento delle attività quotidiane si generano quelle condizioni che possono portare al sovrappeso.

Nella trappola degli eccessi da vacanze si cade un po' tutti, ma in assenza di condizioni patologiche (per le quali si consiglia il ricorso alle cure mediche), si può riuscire a tornare in forma semplicemente modificando i comportamenti a tavola e praticando uno sport.

La frutta e la verdura regine della tavola

Una sana alimentazione deve comprendere il consumo di almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, non ci stancheremo mai di ripeterlo. Meglio ancora se si tratta di verdura cruda. Può essere, inoltre, molto utile integrare nella dieta sostanze naturali che aiutino a contenere lo stimolo della fame.

Perché la curcumina è utile per ridurre lo stimolo della fame

Una delle sostanze più preziose, in tal senso, è la curcumina. Come si legge anche sul Magazine della Fondazione Veronesi, la curcuma è una spezia antiossidante dalle potenziali proprietà antinfiammatorie. Le specie di curcuma sono diverse, quella che si usa maggiormente è la varietà definita curcuma longa. Recentemente è stato dimostrato anche un potenziale effetto neuroprotettivo della curcumina stessa.

Sembra influire sulla modulazione dello stato infiammatorio che è alla base di obesità, diabete, disturbi cardiovascolari e tumori. Negli esperimenti sugli animali si è rilevato che la curcumina influirebbe sull’insorgenza di queste malattie anche con un’azione diretta su fegato e pancreas. Studi condotti sugli uomini hanno evidenziato un calo di zuccheri nel sangue in soggetti diabetici, un aumento del colesterolo HDL (quello “buono”) a scapito di quello LDL (“cattivo”) e, in persone con aterosclerosi, una diminuzione dei livelli di fibrinogeno nel sangue, con conseguente minor rischio di trombi(Fonte Fondazione Veronesi).

Biolife Curcumin Plus, l’integratore italiano di curcumina con la più alta biodisponibilità

È un integratore alimentare di ultimissima generazione a base di estratto secco di curcuma idrosolubile e ad alta biodisponibilità. L’estratto scelto e utilizzato nella composizione di questo integratore è esclusivo, poiché appositamente progettato con una tecnologia innovativa. Grazie a questa caratteristica è possibile la completa dispersione in acqua del prodotto; la scarsa solubilità della curcuma e dei suoi estratti in acqua è nota. Biolife Curcumin Plus è stato quindi ideato per garantire un’assimilazione dei principi attivi più facile e più rapida (proprio perché altamente biodisponibile e dispersibile in acqua). Il prodotto è adatto anche ai vegani.

 

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