Scritto da Nutraceutica Biolife "mag 15, 21" 3 Tempo di lettura

Tra le tante patologie che comunemente colpiscono la popolazione, ci sono sicuramente quelle vascolari. In genere, esse vengono suddivise in due categorie: patologie di livello acuto, che fanno riferimento alle infezioni vascolari e che hanno un esordio molto rapido ma che, in genere, guariscono velocemente, e patologie croniche, che perdurano tutta la vita e sono le più difficili da trattare.

A lungo andare, le patologie vascolari possono portare anche a condizioni di disabilità. Tra le situazioni più note, va sottolineato l’insorgere delle vene varicose degli arti inferiori. Il ristagno di sangue, causato dalla perdita di elasticità alle gambe, facilita la formazione di un edema che impedisce di camminare normalmente. Oltre alle vene varicose, ci sono anche altre patologie vascolari molto invalidanti: su tutte, l’aterosclerosi e le flebiti.

Come mia si formano queste malattie? Sebbene le cause specifiche siano differenti da caso a caso, il fattore scatenante per tutte è la riduzione della capacità di trasportare il sangue nell’organismo umano. Se, ad esempio, si osserva una riduzione del calibro del vaso, rendendo difficoltoso l’afflusso sanguigno, ecco che insorge l’aterosclerosi.

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Terapie tradizionali e medicina alternativa nelle patologie vascolari

A volte, in alcune patologie vascolari, la sola terapia medica non è sufficiente, e il paziente non può fare altro che ricorrere all’intervento chirurgico. Sono soprattutto le persone anziane quelle maggiormente interessati dalle problematiche vascolari, e spesso tali soggetti non possono essere operati per contemporanea presenza di patologie di tipo metabolico.

Proprio per questo diventa fondamentale il ruolo delle terapie di supporto, che vengano affiancate a quelle normalmente utilizzate come cura per la patologia. Il supporto può essere rappresentato da farmaci o da terapie alternative. A volte si tende a seguire la strada delle molecole naturali, che non hanno la stessa efficacia dei farmaci ma presentano  meno effetti collaterali. Anche per questo motivo, le molecole naturali sono sostanze che possono essere assunte per lunghi periodi, l’ideale nelle patologie croniche o in quelle che richiedono un molto tempo per guarire o migliorare.

Tra le tante sostanze naturali utilizzate per combattere le patologie vascolari, un certo riscontro lo si registra con arginina, un amminoacido che regola la pressione cardiovascolare. L’organismo ne produce un po’ ma, se il suo livello aumenta, può diventare davvero benefico per l’apparato cardiovascolare, per il fatto di essere il precursore dell’ossido nitrico, che va a stimolare direttamente la parete interna dei vasi.

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L’ossido nitrico nelle patologie vascolari

Ma come fare per assumere dosi di arginina? Il Nitroxx è un prodotto molto indicato per integrare nell’organismo l’arginina, e può essere assunto per via orale. E’ l’integratore ideale perchè l’arginina viene metabolizzata dalle cellule per la produzione di ossido nitrico; sarà poi l’organismo ad utilizzarla per la produzione di ossido nitrico nelle cellule.

L’ossido nitrico è molto importante perchè riesce ad avere un effetto di stimolazione diretta sull’endotelio vasale e ad agire come vasodilatatore. Le cellule della parete interna dei vasi, in presenza dell’ossido nitrico, subiscono un “rilassamento” che fa diventare il calibro del vaso più grande, facilitando il passaggio di un volume di sangue certamente maggiore. Un risultato eccezionale, specialmente in quelle patologie dove la pressione del sangue tende ad aumentare e l’afflusso diventa particolarmente difficoltoso. Con i vasi dilatati, invece, il passaggio del sangue è garantito.

L’ossido nitrico diventa quindi decisivo per combattere tutte quelle conseguenze che si verificano in seguito all’insorgere delle patologie vascolari: le difficoltà a camminare, quindi, ma anche gli sbalzi improvvisi di pressione e le improvvise emicranie. A ciò bisogna aggiungere la prevenzione degli infarti, che hanno come causa principale proprio l’aumento della pressione sanguigna.

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Ci sono situazioni in cui non è il caso di utilizzare l’ossido nitrico? Certo che sì, come ad esempio quando la patologia comporta una pressione fin troppo bassa: con l’assunzione di questa sostanza la pressione si abbassa ulteriormente, con rischio di svenimento. Va tuttavia ricordato che l’effetto dell’ossido nitrico è autolimitante e non supera mai una certa soglia, pertanto l’arginina può essere considerata una sostanza naturale molto sicura, che è possibile utilizzare anche nelle situazioni più delicate.

Va da sé che il Nitroxx non sostituisce in alcun modo le terapie e i farmaci tradizionali che vengono impiegati per la cura della patologia vascolare, ma è soltanto un integratore alimentare che ha il ruolo di supporto.