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Scritto da Nutraceutica Biolife "feb 25, 22" 4 Tempo di lettura

 Le cheratosi e l’efficienza del sistema immunitario  

All’origine di una patologia della pelle chiamata cheratosi, per la prima volta descritta nel 1869, possiamo trovare, singolarmente o in compresenza, i seguenti fattori:

  • l’esposizione prolungata al sole (soprattutto senza protezione),
  • i fattori genetici,
  • l’ambiente nel quale si vive,
  • gli equilibri ormonali.

  Che cos’è la cheratosi  

Definizione: Alterazione della pelle con conseguente ispessimento del suo strato corneo, cioè lo strato più superficiale dell’epidermide, quello che ci difende dalle minacce esterne.

Questo strato è più spesso nelle mani e nei piedi, parti del corpo più soggette alle sollecitazioni, meccaniche e non.

  Come si riconosce la cheratosi?  

L’aspetto dell’epidermide colpita da cheratosi è verrucoso, l’ispessimento è visibile anche per la differenza di colore rispetto alla pelle non alterata.

La pigmentazione è per lo più grigiastra, comunque tendente al bruno.

  Tipologie di cheratosi  

Le cheratosi si distinguono per:

  • origine
    • congenite
    • secondarie
  • caratteristiche
    • di natura reattiva (agli stimoli esterni) 
    • proliferativa
  • evoluzione.

Si classificano in:

  • cheratosi attiniche o solari
  • cheratosi seborroiche (tra le quali le pigmentate o melanoacantomi, che presentano molteplici pigmentazioni e abbondante presenza di melanociti, le cellule responsabili parzialmente del colore della cute).

  Come si curano le Cheratosi seborroiche  

Nelle lesioni seborroiche si osserva un’alterazione dell’epidermide che può anche essere liscia, in qualche caso friabile.

Queste lesioni compaiono in genere sul volto e sul tronco, generalmente dopo i 50 anni, spesso per fattori genetici.

Si procede:

  • asportandole chirurgicamente,
  • con courettage,
  • con terapia fotodinamica,
  • con laser.

In genere le cheratosi seborroiche sono benigne.

In qualche caso può essere opportuno fare un esame istologico; è il medico a valutare caso per caso.

  Come si curano le cheratosi attiniche  

Le cheratosi attiniche o solari colpiscono prevalentemente le persone che si espongono eccessivamente alle radiazioni solari, anche se l’età non è avanzata.

Sono sempre considerate dei campanelli d’allarme, la prima fase di una lesione cancerosa (sono classificate come carcinomi intraepidermici).

Queste chiazze scure e secche si presentano nelle parti del corpo scoperte, quelle esposte al sole. Se non trattate possono essere pericolose, degenerare nel carcinoma spinocellulare.

Occorre, come nel caso della cheratosi seborroica, sottoporsi a controlli periodici e intervenire tempestivamente per evitare conseguenze nefaste.

Per il trattamento si ricorre:

  • alla crioterapia,
  • alla chirurgia (anche con laser)
  • alla terapia fotodinamica.

  Quali sono i fattori di rischio delle cheratosi  

I fattori di rischio della cheratosi (in particolare di quella attinica o solare) sono:

  • la pelle molto chiara,
  • le scottature pregresse (per esempio, in età infantile),
  • l’età avanzata
  • un sistema immunitario debole o compromesso da:
    • trattamenti farmacologici (es. la chemioterapia),
    • da trapianti,
    • dall’immunodeficienza da virus (AIDS).  

Alcuni studi scientifici hanno fatto rilevare quanto sia importante, per le difese dell’organismo, un corretto apporto di vitamina D.

Scarsi livelli nel sangue di Vitamina D possono favorire alcune patologie, come quelle che colpiscono la pelle.

  Uso della vitamina D in aiuto contro la Cheratosi  

La vitamina D si assume con l’esposizione alla luce solare e attraverso il cibo. Una passeggiata quotidiana, in orario diurno (con viso e braccia o mani scoperti), aiuta a produrre vitamina D.

Se si cammina a passo veloce per almeno trenta minuti, ogni giorno, si aiutano i muscoli, le ossa, il cuore e il cervello a tenersi sempre in forma.

I medici raccomandano una moderata attività fisica almeno tre volte alla settimana, per l’equilibrio psico-fisico.

La vitamina D, oltre a essere indispensabile al tessuto osseo, svolge azioni cosiddette extra-scheletriche.

Contribuisce a garantirci un sistema immunitario efficiente e a contenere o spegnere le infiammazioni.

Se il sistema immunitario ha dei problemi, le conseguenze possono essere visibili anche sulla pelle.

  Rimedi naturali contro la cheratosi  

La cura contro la cheratosi è la prevenzione.

È importante prendersi cura della pelle, con una corretta alimentazione (bilanciata e ricca di vegetali) e con creme idratanti. Niente di sofisticato, basta idratarla (scegliendo il prodotto più adatto al proprio tipo di pelle) e proteggerla.

  Gli integratori naturali consigliati in supporto del sistema immunitario  

Può essere d’aiuto assumere integratori a base di vitamine, in particolare di vitamina D, in caso di carenze. È il medico a suggerire i dosaggi corretti.

Un altro aiuto può arrivare da prodotti che potenziano il sistema immunitario (soprattutto quando è indebolito dalla chemioterapia o da cure a base di immunosoppressori o in presenza di malattie come l’AIDS).

NKLife AHCC è un integratore dalle molteplici funzioni. Si tratta di un composto derivato dal fungo Shiitake (nome scientificio: Lentinula edodes), che agisce stimolando le difese dell’organismo. Poiché ha un peso molecolare bassissimo è di facile assimilazione. Sono previste due formulazioni, in capsule e in soluzione orale.

Un altro integratore indicato per aiutare le cellule contro i processi ossidativi è OxyLift in gocce.

Ha un effetto:

  • disintossicante,
  • antiossidante,
  • ed è in grado di fornire al corpo una serie di nutrienti fondamentali per i processi di riparazione delle cellule e di potenziamento delle attività dei tessuti.
Oxylift alimenta direttamente le cellule, rendendole quindi più forti.