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Scritto da Nutraceutica Biolife "mag 02, 22" 4 Tempo di lettura

  Caratteristiche e cure dell'artrite reumatoide  

L’artrite reumatoide è un’infiammazione sistemica cronica che interessa tutte le articolazioni. La sua progressione può compromettere anche altri organi, come i polmoni, i vasi sanguigni, le membrane sierose (rivestimento delle pareti interne degli organi), gli occhi e la pelle.

Con il tempo, le articolazioni tendono a deformarsi. I segni evidenti della malattia sono la tumefazione e il dolore che colpiscono le piccole e grandi articolazioni.

  I sintomi dell'artrite reumatoide  

I primi sintomi interessano in genere le mani e i piedi, ma anche tutte le altre articolazioni con la membrana sinoviale (un tessuto connettivo che riveste internamente la capsula articolare e la parte articolare dell’osso). In genere la malattia colpisce più di quattro articolazioni contemporaneamente. In questo caso si deve intervenire con prontezza, per evitare complicanze.

Un altro sintomo è la rigidità articolare al risveglio. Di norma non interessa la colonna vertebrale, ma l’artrite può coinvolgere, in fase avanzata, anche il rachide, in particolare il tratto cervicale. Tra i fattori predisponenti, anche la familiarità. Due varianti molto rare della patologia sono il morbo di Felty e la sindrome di Kaplan. Le cause dell’artrite reumatoide non sono facilmente identificabili, trattandosi di una malattia autoimmune.

  Diagnosi e terapia dell'artrite reumatoide  

La diagnosi viene effettuata sulla base degli esami ematici, che devono comprendere la ricerca del fattore reumatoide, degli anticorpi anti-CCP (anti citrullina), la VES (velocità di eritrosedimentazione), la PCR (proteina C reattiva; compare generalmente quando è in corso una infiammazione, può essere anche indice di malattia tumorale).

La presenza nel sangue del marker anti-CCP consente di diagnosticare l’artrite reumatoide con anticipo, rispetto alla manifestazione dei primi sintomi. In presenza di un paziente che lamenta rigidità articolare, con compromissione della capacità di mobilità, dolore e gonfiore articolari, il medico prescrive le analisi del sangue comprendenti i marker citati. I risultati sono già un’ottima traccia, sulla base della quale eventualmente procedere con ulteriori esami. Prima del prelievo di sangue bisogna sospendere l’eventuale assunzione di determinati farmaci e integratori, per poi riprendere regolarmente.

Gli altri esami generalmente prescritti sono:

  • l’ecografia,
  • la risonanza magnetica,
  • la densitometria ossea (MOC)

e, se la patologia è già in fase avanzata:

  • la spirometria,
  • la radiografia del torace
  • l'ecocardiogramma, per esaminare le condizioni del cuore.

Nelle fasi attive della patologia, è previsto l’uso ciclico del cortisone e di antinfiammatori non steroidei, per alleviare il dolore. La terapia d’elezione, invece, predilige l’impiego di immunosoppressori (es. il methotrexate). In casi circoscritti si ricorre anche all’idrossiclorochina e alle ciclosporine.

I pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali possono essere trattati con prodotti biologici, come gli anticorpi monoclonali o altri farmaci che bloccano l’infiammazione.

  Quale è la differenza tra artrosi e artrite?  

Sebbene i sintomi delle due affezioni possano essere confusi dal paziente, si tratta di malattie che hanno caratteristiche differenti. In tutti e due i casi le parti colpite sono le articolazioni, con dolore e rigidità nei movimenti.

Ma l’artrosi è una malattia degenerativa cronica, mentre l’artrite è una patologia infiammatoria.

Quest’ultima ha origine autoimmune e può colpire a qualsiasi età, sebbene la fascia maggiormente interessata sia quella compresa tra i 40 e i 50 anni (prevalentemente soggetti femminili).

L’artrosi si presenta invece, nella maggior parte dei casi, dopo i 50 anni. Gonfiore, tumefazione, arrossamento, rigidità e aumento della temperatura nelle zone colpite sono i sintomi tipici dell’artrite. Nell’artrosi si verifica dolore nelle parti del corpo generalmente più sollecitate, come le ginocchia, le mani, i piedi, le spalle e la colonna vertebrale. Sono entrambe patologie reumatiche. Ad ogni modo, gli esami clinici offrono la certezza diagnostica.

  Quali cibi infiammano le articolazioni?  

Il caffè e il tè non aiutano le articolazioni infiammate. Così come i dolci, gli snack industriali, i salumi, le carni in scatola e i superalcolici.

 

Cosa mangiare con l'artrite reumatoide? 

Il cibo speziato è più saporito; ciò è già un buon motivo per preferirlo. Le persone affette da artrite reumatoide hanno una ragione in più per speziare gli alimenti. La curcumina e lo zenzero sono notoriamente degli ottimi antinfiammatori. Si possono usare anche per condire le insalate. La frutta non deve mai mancare nel menu; è indispensabile a chi soffre di malattie reumatiche. Da preferire, i mirtilli e il melograno, per le loro proprietà antiossidanti, così come il kiwi, ricco anch’esso di polifenoli.

Anche il pesce azzurro è un ottimo alleato contro l’artrite reumatoide, così come tutti i cibi che contengono i preziosi omega-3.

  Cibi da evitare per chi ha l'artrite reumatoide  

Si tratta di alimenti generalmente sconsigliati anche a chi segue una terapia oncologica. Alimenti dei quali tutti dovremmo razionalizzare il consumo.

Si tratta:

  • degli zuccheri 
  • dei cereali raffinati,
  • dei cibi confezionati,
  • delle fritture
  • dei latticini.

Chi ha l’artrite reumatoide dovrebbe evitare o contenere il consumo di:

  • pomodori,
  • melanzane,
  • patate 
  • peperoni.

Sarà comunque il medico a suggerire il regime alimentare più adatto a ogni singolo paziente.

  Gli integratori alimentari  

Gli integratori alimentari a base di curcumina, omega-3 e antiossidanti sono indicati per tutti, per il bene delle ossa e della muscolatura, per il sistema immunitario in genere. Nel catalogo Biolife sono presenti integratori alimentari con curcumina, realizzati con tecnologie sofisticate che ne potenziano la biodisponibilità. Sono inoltre presenti prodotti a base di omega-3 e altri integratori utili nei processi di contrasto all’ossidazione delle cellule. L’importante è consultare il medico prima di assumere farmaci o integratori.