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Scritto da Nutraceutica Biolife "gen 17, 22" 3 Tempo di lettura

Nuovi monoclonali per le malattie cardiache

Gli anticorpi monoclonali sono prodotti in laboratorio per riconoscere un determinato antigene (molecola che il sistema immunitario classifica come estranea e potenzialmente pericolosa) e per legarsi a esso con lo scopo di neutralizzarlo.

Ne esistono quattro diversi tipi e vengono impiegati non solo a fini terapeutici, contro malattie infiammatorie, infettive e tumorali, ma anche con finalità diagnostiche. Gli anticorpi monoclonali sono utilizzati anche per potenziare il sistema immunitario.

Negli ultimi due anni si è sentito spesso pronunciare il nome di queste molecole, per il loro ruolo nel contrastare la malattia da Sars-CoV-2, cioè il Covid-19.

Le ultime scoperte e studi scientifici sugli anticorpi monoclonali e le malattie cardiache

Il farmaco biologico è importante anche in caso di infarto e ischemia. Lo dimostra una recente ricerca guidata da Serena Zacchigna, docente di Biologia Molecolare all'Università degli Studi di Trieste e responsabile del laboratorio di Biologia Cardiovascolare dell'International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) di Trieste. I risultati dello studio, alla realizzazione del quale hanno collaborato l’Università di Zagabria (Croazia) e un team di cardiochirurghi di Innsbruck, sono stati pubblicati dalla rivista Nature Communications.

"Le nuove terapie biologiche stanno trasformando le cure oncologiche o delle malattie ereditarie, mentre sono davvero pochi i farmaci biologici per il trattamento delle malattie cardiovascolari - spiega Zacchigna. La stragrande maggioranza delle terapie ad oggi approvate sono piccole molecole chimiche che generalmente hanno un unico bersaglio, bloccano ad esempio l'azione di un enzima o di un recettore. Al contrario, i farmaci biologici riproducono elementi che normalmente esistono nei nostri tessuti e hanno perciò la potenzialità di interferire con meccanismi complessi di terapia. Sono però più difficili da preparare e utilizzare, oltre che più costosi, e per questo complicati da traslare dagli studi sperimentali ai pazienti".

Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte al mondo. Diciotto milioni all’anno i decessi e secondo le stime il trend è in crescita. Prosegue la campagna di prevenzione avviata dall’OMS. Una dieta equilibrata e uno stile di vita sano e attivo aiutano ad allontanare il rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare, di avere un infarto o un ictus.

Aumentano invece il rischio cardiovascolare l’ipertensione, ossia l’aumento costante della pressione arteriosa; il colesterolo in eccesso; il diabete e l’obesità.

Come prevenire le malattie cardiovascolari

Una sana alimentazione può essere supportata dall’assunzione di integratori alimentari specifici. Sostanze naturali che colmano eventuali carenze nella dieta e potenziano anche l’attività del sistema immunitario. Prodotti che favoriscono il corretto funzionamento dell’apparato cardiovascolare, aiutano a controllare il peso, regolano i livelli di colesterolo nel sangue e tengono sotto controllo l’indice glicemico.

Gli integratori a supporto dei farmaci utilizzati per le malattie cardiovascolari

Tra i migliori prodotti della nutraceutica consigliabili per promuovere il benessere del cuore, la Chia Inkanat è un vero concentrato di vitamine, oligo-elementi, aminoacidi essenziali, fibre, omega 3,6,9. Aiuta a diminuire il peso e gli zuccheri, regolarizza il senso di fame, migliora la digestione, combatte la stipsi ed è un valido supporto cardiovascolare. Regolarizza inoltre la pressione e il colesterolo, aumenta le energie e previene l’invecchiamento e l’osteoporosi.

Un altro prodotto molto utile e facile da assumere è il Sacha Inchi Inkanat, un integratore naturale con alto contenuto di omega 3, 6 e 9. Regola la pressione arteriosa, abbassa i livelli di colesterolo, favorisce la digestione, la riduzione della glicemia e del peso corporeo.

Le malattie cardiache si curano con i farmaci e gli integratori alimentari non vanno confusi con i medicinali. Possono tuttavia essere un valido supporto alle terapie farmacologiche, perché favoriscono le funzioni degli organi.