Scritto da Nutraceutica Biolife "mar 31, 21" 3 Tempo di lettura

L’infiammazione che colpisce un organo del nostro corpo è uno dei problemi che più frequentemente si incontrano nella pratica medica. Si tratta di una condizione fisiologica di tipo difensivo, che causa dolore e problemi di funzionamento dei singoli organi.

Trattandosi di un meccanismo difensivo, sicuramente è utile all’organismo benchè a volte possa diventare più un problema che una risorsa. E’ a questo punto che si rende necessaria una terapia antinfiammatoria. I farmaci antinfiammatori oggi conosciuti sono veramente tanti, appartenenti a categorie diverse, tuttativa nel lungo periodo essi possono essere causa di effetti collaterali più o meno gravi. Per questo motivo la ricerca medica sta svolgendo studi sugli antinfiammatori naturali, prodotti fitoterapici che non sono farmaci ma che hanno un’azione similare sull’organismo.

In questo articolo parliamo dell’effetto antinfiammatorio di AHCCmolecola naturale di origine fungina, che viene estratta da un fungo detto Shiitake, il cui nome scientifico è Lentinula edodes.

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Il meccanismo che genera l’infiammazione

Infiammazione o flogosi, come viene chiamata in gergo medico, ha la funzione di proteggere l’organismo da un danno che potrebbe subire. È un meccanismo non specifico, pertanto per sedare l’infiammazione non si può agire miratamente sull’agente che la ha causata, si può solo intervenire innalzando le difese immunitarie. Le difese, una volta innalzate, rimangono alte per lungo tempo, per settimane o per mesi.

L’infiammazione inizialmente è acuta, ma può diventare cronica se il problema non viene risolto. Se intervenendo con un antinfiammatorio, l’organo continua a non svolgere le propri funzioni come dovrebbe, allora si interviene con una terapia medica specifica per tentare di debellarla.

Il meccanismo dell’infiammazione si compone di diverse fasi:

  • vasodilatazione: processo che porta più sangue nella zona infiammata con lo scopo di apportare più ossigeno e, soprattutto, globuli bianchi;
  • aumento della permeabilità vascolare: permette ai globuli bianchi di uscire dal sangue e di entrare nella parte interessata dall’infiammazione;
  • invio stimoli di dolore: servono a proteggere la zona infiammata;
  • perdita delle funzioni dell’organo: se l’infiammazione si cronicizza.

In presenza di un’infiammazione, di solito, è presente anche un danno. Entro certi limiti, dunque, l’infiammazione è positiva perchè protegge l’organismo dalle malattie.

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Il ruolo di AHCC nelle infiammazioni

AHCC non è un farmaco antinfiammatorio, ma un rimedio naturale che ha un effetto simile a quello degli antinfiammatori, nonostante il meccanismo d’azione sia completamente diverso. I prodotti antinfiammatori si possono distinguere in tre categorie:

farmaci cortisonici, o antinfiammatori steroidei: mimano la funzione di alcuni ormoni che il corpo produce autonomamente, ormoni ad azione antinfiammatoria. Presentano numerosi effetti collaterali, specie nel lungo periodo, per questo si usano solo se strettamente necessario, in particolar modo nei casi in cui gli antinfiammatori non steroidei si siano dimostrati inefficaci.

farmaci antinfiammatori non steroidei, detti anche FANS: i classici farmaci da banco, che bloccano, a diversi livelli, il processo infiammatori sopra descritto. Hanno meno controindicazioni rispetto ai cortisonici, ma non vanno assunti con leggerezza perchè possono causare problemi a livello gastrico.

rimedi naturali: di per sé non sono farmaci, perché non hanno un principio attivo farmacologico che interrompe la catena infiammatoria in un punto ben preciso, ma hanno comunque un’attività di contrasto all’infiammazione. Agiscono in diversi modi, principalmente grazie ad una combinazione di effetti diversi.

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La molecola naturale AHCC agisce direttamente sui globuli bianchi, anche detti leucociti, diminuendo la loro risposta. Il meccanismo di azione non è chiaro, tuttavia l’azione antinfiammatoria è stata confermata da diversi studi scientifici, di cui uno dei più importanti è stato svolto sulla peritonite, una pericolosa infiammazione diffusa alla cavità peritoneale.

Il potere antinfiammatorio di AHCC è stata mostrato per mezzo delle analisi del sangue: i marcatori dell’infiammazione erano diminuiti, in totale assenza di effetti collaterali. Presumibilmente, l’attività antinfiammatoria è causata da una rimodulazione dei globuli bianchi all’interno dell’organismo. Ciò starebbe a significare che il meccanismo d’azione di AHCC non intacca quello dei farmaci antinfiammatori.

L’assunzione di AHCC potrebbe dunque essere associata a quella dei farmaci le cui azioni si sommerebbero ottenendo il risultato di una risposta antifiammatoria più potente ed efficace. Inoltre, riducendo prima l’infiammazione, è possibile anche (su consiglio medico, naturalmente) interrompere precocemente l’assunzione dei farmaci antinfiammatori classici, evitanto la possibile insorgenza di effetti collaterali.