Scritto da Nutraceutica Biolife "apr 01, 21" 3 Tempo di lettura

Pemfigo è un termine medico che indica una serie di malattie autoimmuni che colpiscono la pelle e si manifestano con bolle sulla cute e sulle mucose del cavo orale, della congiuntiva e dei genitali.

Sono malattie piuttosto rare ma che colpiscono duramente i pazienti compromettendone la qualità di vita.

Le strutture che tengono insieme le cellule rendendo la pelle compatta vengono attaccate dagli anticorpi autoreattivi (IgA e IgG). Al manifestarsi della malattia gli strati epiteliali, in seguito a piccoli sfregamenti, tendono a scollarsi formando le bolle tipiche del Pemfigo. Lo scoppio delle bolle contenenti dell’essudato chiaro lasciano sulla pelle delle abrasioni e delle erosioni molto dolorose e di difficile guarigione. La comparsa del Pemfigo a livello orale, oltre ad essere molto dolorosa, rende difficile anche alimentarsi.

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La medicina distingue tra varie forme di Pemfigo, con decorso variabile in base sia alla forma clinica sia agli aspetti immunologici del singolo paziente: volgare, vegentante, foliacea, eritematosa, erpetiforme e paraneoplastica.

Il Pemfigo volgare è la forma più aggressiva della malattia, tuttavia anche le altre sono caratterizzate da una certa severità, tanto che le cure sono generalmente molto aggressive fin dalla diagnosi. La terapia consiste nell’assunzione di cortisonici per via orale e intramuscolare, immunosoppressori, (azatioprina, ciclofosfamide), immunoglobuline e il Rituximab.

I pazienti, che non sono contagiosi e che non veicolano geneticamente la malattia, sono persone di mezza età.

La causa è certamente da ricercare almeno in parte nella genetica e in particolare nella presenza di due geni (allele HLA-DR4) che accompagnano un maggiore rischio di contrarre il Pemfigo. Tuttavia la sola genetica, come spesso accade nelle malattie autoimmuni, non spiega la causa della loro comparsa. Vi sono infatti anche i fattori ambientali come un’infezione da parte di alcuni virus o l’assunzione di alcuni farmaci, che giocano un ruolo fondamentale nella comparsa della malattia.

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La fitoterapia rappresenta per i malati di Pemfigo un ottimo coadiuvante delle terapie farmacologiche che, prolungate nel tempo, provocano molti danni collateriali. In particolare, i ricercatori hanno individuato nell’estratto di curcuma un ottimo antinfiammatorio, antiossidante, antineoplastico adatto al trattamento delle ulcere e del diabete. La curcumina, in particolare, è efficace, tollerabile e sicura. Può essere assunta sotto forma di integratore alimentare in polvere, compresse o sciroppo.

Il beneficio principale della curcuma nei casi di pemfigo è rappresentato dalla sua capacità antifiammatoria che agisce su diversi bersagli. Essa agisce modulando la risposta infiammatoria e inibendo l’attività degli enzimi COX-2, lipossigenasi, induttori dell’ossido nitrico e la produzione di citochine proinfiammatorie (IL-1, IL-2, IL-6, IL-8, IL-12, MCP-1, TNF-alfa).

Il fattore di trascrizione nucleare NFkB è probabilmente uno di quelli sui cui la curcuma espleta la sua funzione ed è molto importante perchè esso è responsabile di diversi processi flogistici sia di tipo proliferativo sia trasformativo e carcinogeno. Vi sono delle ipotesi al vaglio dei ricercatori anche riguardanti l’azione della curcumina sull’espressione della protein-chinasi C e della proteina AP-1.

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Nei casi di Pemfigo bolloso, i più gravi, il processo di guarigione dalle ferite è molto lento e difficoltoso. Anche su di esso agisce la curcuma, che non è solo un antinfiammatorio. Le lesioni che si formano allo scoppio delle bolle sono potenzialmente fonte di infezione e quindi il paziente deve essere sottoposto a trattamento locale per velocizzare la cicatrizzazione.

L’applicazione localizzata della curcuma su ferite e lesioni cutanee facilita la loro guarigione. La biodisponibilità della molecola è fondamentale perchè permette un maggiore assorbimento della stessa da parte della pelle. La bassa biodisponiblità della curcumina è il punto debole della molecola stessa e della maggior parte degli integratori in commercio.

Curcumin Plus è un prodotto che si distingue sul mercato perchè l’estratto di curcuma è titolato altamente biodisponibile e la molecola di curcumina è abbinata ad un potente antiossidante come il sulforafano. Nei casi di Pemfigo e, in generale quando la curcuma viene assunta come coadiuvante di un disturbo importante, è preferibile assumere un integratore rispetto alla spezia o al decotto perchè presenta un’alta concentrazione di curcuminoidi adeguata ad ottenere l’effetto desiderato.

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La curcumina può interagire con alcuni farmaci causando effetti collaterali, per questo si consiglia sempre di consultare il medico curante prima della sua assunzione.

Gli studi in vitro ed in vivo hanno finora confermato l’ipotesi che la curcumina sia un efficace antinfiammatorio e cicatrizzante. Ad oggi sono comunque necessari ulteriori trial clinici per comprendere meglio l’efficacia di questa straordinaria molecola sulle malattie ad eziologia autoimmune ed infiammatoria.