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Scritto da Nutraceutica Biolife "ott 24, 22" 4 Tempo di lettura

Gli studi che sempre più frequentemente accertano, confermando precedenti ricerche, che l’alimentazione abbia un ruolo rilevante nella genesi di certe malattie sono in genere condotti da team multidisciplinari che collaborano tra loro analizzando i dati già esistenti o raccogliendone di nuovi. Spesso questi gruppi di ricercatori operano in Paesi diversi, possono quindi contare anche su strumenti diversi.

La recente ricerca dell’AOU di Cagliari

Generalmente gli studi si focalizzano su comunità specifiche e su un arco di tempo preciso, misurato. È il caso di una recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Nature Scientific Reports. Il nome della ricerca è il seguente Changes in the oral status and periodontal pathogens in a Sardinian rural community from pre-industrial to modern time.

L’arco di tempo preso in esame dai laboratori di Biologia Molecolare e di Analisi chimico cliniche e microbiologia dell'Aou (Azienda Ospedaliero Universitaria) di Cagliari (che ha condotto lo studio) è molto ampio, in questo caso: dagli anni precedenti all’industrializzazione all’epoca moderna. L’oggetto dello studio è invece una comunità rurale sarda, in particolare i cambiamenti rilevati, nei decenni, nella flora o microbiota orale di questa comunità. Circa due secoli di storia dei batteri contenuti nel cavo orale di quella popolazione ripercorsi attraverso lo studio dei calcoli dentali dei suoi membri.

Che cosa si intende con l’espressione “studio dei calcoli dentali”

La saliva si deposita, con i batteri sulla placca dei denti. Saliva e batteri si calcificano (o mineralizzano) lasciando il DNA inalterato per millenni; una sorta di banca dati sempre consultabile. Come si legge sul sito dell’Università di Cagliari e come hanno sottolineato le dottoresse Scano, Fais e Casu, il calcolo dentale è una sorta di macchina del tempo, rileva le malattie e quindi gli stili di vita di persone vissute anche centinaia di anni fa.

I risultati della ricerca sarda pubblicata su Nature Scientific Reports

I ricercatori hanno rilevato che nella bocca dei soggetti appartenuti alla comunità oggetto d’esame è visibile un progressivo aumento, negli ultimi 70 anni, di specie batteriche 'patobionte', cioè microbi dalla doppia personalità, generalmente tollerati, ma capaci di avere un ruolo in processi di infiammazione cronica in situazioni di disbiosi del cavo orale, cioè quando la flora batterica della bocca è alterata.

Le alterazioni del microbiota orale, come spiega Germano Orrù, ordinario di Biologia molecolare, del dipartimento di Scienze chirurgiche all’Università di Cagliari, sono dovute a cattive abitudini di vita o a terapie mediche e possono influire negativamente sull’equilibrio che regola la vita delle ottocento specie di batteri che albergano nella bocca. I batteri patogeni proliferano e alcune loro tipologie possono migrare in altri distretti corporei, dando origine a malattie specifiche.

Quali sono le patologie causate dalla disbiosi (alterato equilibrio microbico) del cavo orale

Secondo la ricerca dell’Università di Cagliari alcuni dei microrganismi che si generano in condizioni di disbiosi del cavo orale sono responsabili di alcune malattie degenerative, come l’artrite reumatoide, il tumore al colon retto, l’Alzheimer e l’aterosclerosi.

La ricerca è molto importante sotto diversi aspetti. Suggerisce anche la possibilità di effettuare diagnosi precoci delle malattie degenerative, attraverso l’analisi del microbiota orale, come del microbiota intestinale. In corrispondenza di certe alterazioni riscontrate nella composizione di quest’ultimo sono state trovate placche nel cervello tipiche della malattia di Alzheimer.

L’alimentazione a base di verdure

Mangiare più verdure, più frutta e razionalizzare il consumo di carni (soprattutto quelle rosse) è la strada da percorrere per allontanare alcune malattie degenerative, come l’Alzheimer e l’aterosclerosi.

Frutta e verdura sono alimenti ricchi sostanze diverse, tra cui minerali, vitamine, molecole bioattive come i polifenoli, e omega3. Questi ultimi sono notoriamente importanti per il sistema cardiovascolare.

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