Scritto da Nutraceutica Biolife "mar 06, 21" 3 Tempo di lettura

Il cancro dell’utero è una delle neoplasie più frequenti dell’apparato riproduttore femminile. Benchè le neoplasie uterine possano interessare tutte le parti dell’organo, statisticamente la localizzazione più frequente riguarda la cervice, dando luogo al cancro del collo dell’utero.

Questo tumore è causato da alcune varianti del virus HPV o Human Papilloma Virus.

Fattori di rischio per il cancro della cervice uterina

La correlazione tra infezione da HPV e cancro dell’utero non è scontata: vi sono casi di infezione che non generano la neoplasia e, viceversa, soggetti non infetti che sviluppano la patologia oncologica.

Per questo, parlando di prevenzione oncologica per questa specifica neoplasia, si può solo far riferimento a fattori di rischio, quali:

infezione da HPV: il primo fattore di rischio per lo sviluppo della neoplasia. E’ importante che ogni donna si sottoponga con regolarità al PAP-Test, un esame che permette di individuare precocemente la presenza dell’infezione e agire per evitare la comparsa dei sintomi del virus e la possibilità che esso possa causare, con il tempo, una neoplasia. La misura preventiva più efficace è senza dubbio evitare i rapporti a rischio e utilizzare sempre anticoncezionali di tipo meccanico, come il preservativo, per impedire al virus si trasmettersi per via venerea;

stile di vita: mantenere le difese immunitarie alte nei soggetti colpiti dal virus, evitare l’abuso di alcool e il fumo, adottando uno stile di vita regolare e salutare, aiuta la prevenzione del tumore;

alimentazione: altro elemento che può determinare un abbassamento delle difese immunitarie. Un’alimentazione che non comprende tutti i nutrimenti necessari al nostro orgamismo per funzionare al meglio, mette a rischio la salute e abbassa le difese che aumentano il rischio di tumore;

predisposizione familiare: ci sono alcune linee genetiche umane che sono più predisposte allo sviluppo delle neoplasie, per quanto in presenza di accertata familiarità per questo tipo di tumore, diventa anche più importante la prevenzione, da attuare con regolarità;

infezioni da Clamidia: si tratta di un batterio trasmesso per via venerea come l’HPV, il quale non è direttamente responsabile delle infezioni, però la sua presenza contribuisce ad abbassare le difese immunitarie rendendo così l’organismo più suscettibile all’insorgenza della neoplasia.

Il ruolo di AHCC per il rafforzamento delle difese immunitarie

Nei soggetti a rischio e in quelli già infettati dal virus, è consigliata l’assunzione di molecola naturale chiamata AHCC, in vendita sotto forma di integratore da assumere per via orale.

Come stabilito da numerosi studi clinici internazionali, AHCC agisce sul sistema immunitario aumentando le difese e aiutando l’organismo a contrastare la replicazione del virus HPV, se già presente. La sua efficacia nei confronti del rafforzamento delle difese la rende una valida alleata dell’organismo anche per la prevenzione dell’infezione.

AHCC è un alfa-glucano, un composto che viene assorbito a livello intestinale e che ha la capacità di nutrire i linfociti, e in particolare le cellule denominate Natural Killer, aumentandone l’attività e il numero nel sangue. Si tratta di una sostanza naturale estratta da un fungo giapponese, le cui proprietà sono ormai note anche in occidente, e che non presenta alcun effetto collaterale.

Può quindi essere assunto per periodi molto prolungati, per evitare che il virus, in particolare nei soggetti che hanno che presentano i ceppi responsabili delle neoplasia, e che hanno anche uno o più fattori di rischio sopra elencati, possano sviluppare il cancro al collo dell’utero.

Molto importante è anche agire per ridurre al minimo di fattori di rischio: un’alimentazione sana, uno stile di vita privo di droghe, fumo e alcool e una vita sessuale priva di rischi di infezione, uniti all’intergrazione di AHCC consentono di prevenire l’insorgenza di patologie oncologiche a carico dell’utero.