Scritto da Nutraceutica Biolife "feb 15, 21" 3 Tempo di lettura

HPV: trasmissione e conseguenze

Parlando di HPV, Human Papilloma Virus, si pensa ad una malattia che colpisce prevalentemente le donne.

In effetti le conseguenze più gravi dell’infezione, consistenti nello sviluppo di un tumore della cervice uterina, sono a danno dell’apparato genitale femminile. Tuttavia HPV è un virus a trasmissione venerea e, a parte casi particolari e rari, si trasmette da uomo a donna e viceversa. L’uomo difficilmente sperimenta i sintomi della malattia, e ciò rappresenta un problema importante perché equivale a dire che un solo uomo, attraverso i rapporti sessuali, è in grado di trasmettere il virus a molte donne, ignorando di essere infetto.

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Pap-test: la diagnosi più sicura dell' HPV

Il Pap-test, attualmente ancora il metodo più sicuro per la diagnosi dell’HPV nella donna, non si può applicare all’uomo, tuttavia esistono altri esami diagnostici che permettono di individuare la presenza del virus e, di conseguenza, prevenirne la trasmissione.

Metodi diagnostici nell’uomo e loro efficacia

Le trasmissione del virus avviene per contatto delle mucose dell’apparato riproduttore.

I sintomi, così come nella donna, anche nell’uomo dipendono dalla carica virale, ovvero dal numero di particelle virali che sono effettivamente entrate all’interno dell’organismo, e dal ceppo di HPV interessato, poichè ne esistono diverse varianti, di cui alcune innocue, mentre altre non pericolose solo per l’organismo maschile o, viceversa, patogene solo per l’uomo.

Da notare che un’infezione asintomatica nell’uomo, può non esserlo nella donna a cui viene trasmessa l’infezione.

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I test a disposizione dell’uomo sono meno specifici rispetto a quelli della donna, tuttavia ne esistono due, piuttosto semplici, ai quali ci si può sottoporre per una diagnosi della presenza e dello stato dell’infezione:

il test dell’acido acetico, che permette di identificare la presenza del virus nelle mucose. Si tratta di un test poco preciso, perché può risultare positivo anche se il virus, effettivamente non è presente. Tuttavia, se negativo, si può tendenzialmente escluderne la sua presenza;

Brush test e la ricerca del virus nelle mucose

il brush test, sicuramente più specifico, che si basa sulla ricerca del virus all’interno delle mucose. Con una piccola spazzola si tampona la mucosa genitale, quindi si trasferisce il raschiato su una coltura cellulare “appetibile” per il virus. Se questo è presente inizierà a crescere e, con un microscopio, sarà possibile vedere i danni che esso ha compiuto sulle cellule, evidenziando così la sua presenza. L’assenza di danni della mucosa non implica automaticamente l’assenza dell’infezione, perché il virus potrebbe essere presente in quantità molto piccole, non in grado di provocare danni evidenti a livello cellulare ma, in periodi particolarmente stressanti, potrebbe “riprendere forza” diventando infettante.

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Nel caso in cui si mostrino i sintomi di HPV, i condilomi, la diagnosi è invece molto più semplice, e può essere effettuata da un medico andrologo che potrà anche consigliare per la terapia più corretta per eliminare le lesioni e tenere sotto controllo l’infezione, evitando la comparsa di recidive.

E’ possibile controllare l’infezione da HPV?

Se vi sono elementi per sospettare un’infezione da HPV, ad esempio se si hanno avuti rapporti con un partner certamente infetto, è possibile intervenire in due modi.

Il primo è la vaccinazione, che viene proposta alla donna ma è disponibile anche per l’uomo. La vaccinazione non è attiva contro tutti i ceppi di HPV ma solo contro alcuni, i più pericolosi e virulenti.

Il vaccino è essenzialmente un’arma di prevenzione dell’infezione ma può essere efficace anche in soggetti che hanno contratto il virus appartenente a ceppi non troppo virulenti.

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L’altro metodo per tenere sotto controllo l’infezione è supportare il sistema immunitario, facendo in modo di mantenere elevate le difese, affinchè siano i globuli bianchi a contrastare la possibile proliferazione del virus.

L’immunoterapico naturale più indicato contro il virus dell’HPV è l’AHCC, un complesso di polisaccaridi di cui è stata dimostrata scientificamente la capacità di nutrire le cellule del sistema immunitario, per far fronte alle infezioni più comuni, tra cui quella causata proprio dal Papilloma virus.

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L’assenza di effetti collaterali di questo integratore, che è essenzialmente un alimento, fa sì che lo si possa assumere anche per periodi prolungati, l’ideale per tenere sotto controllo l’infezione specialmente nei periodi in cui l’organismo è più vulnerabile o il rischio aumenta perchè i rapporti sono più frequenti.