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Scritto da Nutraceutica Biolife "apr 30, 21" 3 Tempo di lettura

La melatonina stimola le difese immunitarie, rendendo l’organismo in grado di rispondere più efficacemente alle infezioni.  Tutto ciò è dovuto alla sua capacità di agire sul sistema neuroendocrino, in particolare sul timo, organo che produce e in cui maturano i linfociti T, e sulla resistenza agli agenti virali.

La melatonina è un ormone fisicologicamente prodotto dall’epifisi, la ghiandola pineale. E’ fondamentale per mantenere un corretto ritmo circadiano a cui, come vedremo in seguito, è strettamente legato anche il sistema immunitario. La sua concentrazione varia nell’arco delle 24 ore con il picco massimo nelle ore notture e quello minimo nelle ore diurne, in quando la luce ne sopprime la sintesi.

La melatonina funziona come un orologio biologico e influenza diversi processi neuroendocrini e immunologici, come dimostrato dalla presenza di recettori specifici sulle cellule del sistema immunitario, sul timo, sul tessuto linfatico e sulla milza.

Il rapporto tra ghiandola pineale e sistema immunitario è stato indagato da numerosi studi che hanno mostrato come la funzione e la proliferazione delle cellule immunitarie segua il ritmo circadiano della melatonina. Ad una minore produzione di melatonina, quindi, corrisponderebbe ad una minorata capacità di elaborare la risposta da parte degli anticorpi verso agenti non self, insieme ad un minor numero di cellule del timo e all’atrofia della milza. Non solo: la soppressione del rilascio di melatonina sarebbe in grado di ridurre la blastogenesi dei linfociti T e il peso della milza.

L’andamento dell’aumento della risposta del sistema immunitario è dose-dipendente.

Uno studio su modelli murini ha dimostrato come la rimozione della ghiandola pineale deprima la risposta umorale alle infezioni e disturbi il regolare ritmo circadiano.

Lo stress acuto causa immunosoppressione, così come l’assunzione di farmaci steroidei. La somministrazione di melatonina in pazienti immunodepressi  ha mostrato un aumento della stimolazione dei linfociti T helper CD4+ che agiscono su recettori oppiacei presenti nel cervello, proteggendo l’organismo dagli effetti nocivi dello stress. Inoltre nell’uomo essa potenzia la risposta antineoplastica e ciò lascia indurre che la melatonina, a livello di sistema immunitario, agisca su linfociti T e macrofagi.

C’è da precisare che gli effetti della melatonina sulle difese immunitarie è apprezzabile in modo diverso sulla base dell’orario giornaliero e alle stazioni. In particolare, questa molecola protegge le cellule dallo stress derivante dal sistema nervoso andrenergico.

L’assunzione di un integratore di melatonina, quindi, è indicato per migliorare la salute generale dell’organismo, così come altri prodotti a base di molecole che hanno un effetto immunostimolante. Migliorare la risposta alle infezioni, specie nei periodi della vita in cui l’organismo è più debole a causa di stress ambientale, cambi di stagione, viaggi in aereo, assunzione di farmaci) e per sostenere i ritmi fisiologici del sonno quando è disturbato.

Assumere la melatonina anche in viaggio è molto comodo, in quanto in commercio si trovano diverse formulazioni, dalle gocce alle bustine passando per le compresse. Allo scopo di potenziarne l’effetto, la melatonina negli integratori è spesso associata a sali minerali, vitamine, oligominerali o piante officinali.

Gli effetti collaterali sono minimi:  può causare sonnolenza di giorno solo se non non viene assunta la sera prima di coricarsi, con lo scopo di migliorare la qualità del sonno, e può incidere sulla capacità di guidare macchinari.

Un’attenzione particolare deve essere posta da quei soggetti che sono affetti da malattie croniche autoimmuni, che dovrebbero sempre rivolgersi al medico curante prima di assumere nuovi integratori che, tra l’altro, possono interagire negativamente con alcuni farmaci immunomodulanti.

Fonti:



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