Scritto da Nutraceutica Biolife "mag 25, 21" 3 Tempo di lettura

Ancora poco conosciuto dai più, il sulforafano è una molecola che appartiene al gruppo dei detossificanti,  in grado cioè di agire efficamente in sinergia con altre più conosciute come la curcuma. I detossificanti allontanano tossine, radicali liberi e agenti inquinanti dall’organismo, interrompendo i  segnali pro-infiammatori e aumentando i livelli di antiossidanti endogeni. Per aumentare l’efficacia di questa azione si abbina spesso il sulforafano a sostanze come la curcuma, che è anch’essa un potente antinfiammatorio e antiossidante, per ottenere una terapia multitarget che si basa sul principio della sinergia tra molecole. Gli integratori come Curcumin Plus a base di curcumina e sulforafano sono indicati contro patologie infiammatorie croniche.

Il sulforafano è un composto contenente uno o più atomi di zolfo e appartiene alla classe degli isotiocianati. Lo ritroviamo in natura in alcuni vegetali come i cavoli, i broccoli e i cavolini di Bruxelles. Del sulforafano si sono a lungo studiate le proprietà antitumorali. Esso interagisce con un certo numero di recettori cellulari ed è in grado di inibire l’enzima aromatasi, centrale nello sviluppo di alcuni tipi di cancro al seno e le Heat Shock Proteins che agiscono favorendo l’invecchiamento delle cellule.

Sono invece ancora controversi alcuni risultati ottenuti da studi che indicano il sulforafano efficace contro la riduzione dell’accumulo di trigliceridi nelle cellule adipose e stimolante del metabolismo del grasso aumentando la lipolisi del glicerolo.

Molto interessante per i pazienti affetti da diabete è anche il potenziale del sulforafano di controllare il metabolismo del glucosio che avverrebbe attraverso un’azione sui geni coinvolti nel metabolismo glucidico.

L’azione antinfiammatoria di questa molecola è forse la sua proprietà più riconosciuta dagli studi scientifici che indicano il sulforafano molto importante per il controllo di alcune malattie croniche di carattere infiammatorio, grazie alla sua capacità di inibire la trascrizione del fattore nucleare NFkB, uno dei più importanti attivatori dei processi flogistici. Secondo alcuni studi condotti in vitro, esso inibisce l’infiammazione cellulare attivata dal lipopolisaccaride, la più potente molecola pro-infiammatoria, abbassando i livelli di ossido nitrico TNF-α e PGE2. Questo risultato è molto importante per i pazienti affetti da artrite reumatoide.

Pare inoltre che il sulforafano si possa considerare a tutti gli effetti una molecola antineoplastica, particolarmente efficace nei tumori delle mammella, del colon-retto, dell’utero, della prostata e dell’ovaia. Agirebbe infatti bloccando il processo di vascolarizzazione dei tumori, chiamata attività anti-angiogenetica, fondamentale perchè si tratta di uno dei meccanismi di crescita e metastatizzazione del cancro. La molecola è anche un’arma per regolare l’espressione genica delle cellule tumorali al fine di ridurne la malignità.  Alcuni studi in attesa di conferma hanno ipotizzato che mangiare germogli di cavolo non cotti da 3 a 5 volte a settimana può ridurre significativamente il rischio di cancro del 30-40% andando a potenziare gli effetti dei farmaci chemioterapici.

A livello renale, l’assunzione di sulforafano migliora le nefropatie iatrogene e la nefropatia diabetica.

Con il sulforafano si possono trattare anche alcuni batteri che si trovano nello stomaco come l’ Helicobacter pylori, responsabile di ulcere. La sua azione, in questo caso, avverrà direttamente sulla perossidazione lipidica della mucosa gastrica.

Sono quindi numerosi gli studi sul sulforafano, alcuni dei quali necessitano comunque ancora di conferme. La maggior parte sono stati finora condotti su modelli murini e sono in attesa di sperimentazione fase 1.

L’assunzione di un integratore di sulforafano abbinato alla curcuma, può dare benefici nella prevenzione di malattie metaboliche e cardiovascolari e nell’eliminazione di tossine, vista la potente azione antinfiammatoria sinergica che caratterizza un simile prodotto, ovviamente in abbinamento ad una dieta equilibrata e ad uno stile di vita sano e attivo.

Il sulforafano, se assunto in quantità eccessive, può provocare danni epatici da intossicazione.

Fonti: