Scritto da Nutraceutica Biolife "mar 12, 21" 3 Tempo di lettura

Non è semplice creare un elenco delle malattie che riscontrano un rimedio con l’impiego di AHCC dal momento che i benefici sono davvero tanti e  l’effetto della molecola fungina può essere diverso in base alle varianti di una stessa patologia e al diverso livello di coinvolgimento del sistema immunitario.

L’AHCC è stato utilizzato con successo nel trattamento delle seguenti affezioni:

cancro. Alcune cellule del sistema immunitario dette natural killer (NK) -”fanno esplodere” le cellule anomale e gli organismi invasori e l’AHCC potenzia e stimola la riproduzione di queste cellule. Può essere quindi utilizzato sia a scopo preventivo che a scopo terapeutico, in associazione ai trattamenti traduzionali;

la chemioterapia è da un lato positiva perchè elimina le cellule cancerogene ma, dall’altro, danneggia quelle sane causando effetti collateriali che la rendono difficilmente tollerabile dall’organismo. I farmaci chemioterapici agiscono sulla capacità di moltiplicarsi delle cellule tumorali che, purtroppo, condividono questa particolarità anche con alcune delle nostre cellule sane che, quindi, inevitabilmente, vengono a loro volta colpite dal farmaco. Tra esse abbiamo le cellule del sangue, i follicoli piliferi, le cellule della bocca, dello stomaco e dell’intestino, nonchè quelle degli organi riproduttori. Tra gli effetti collateriali tipici della chemioterapia vi sono, infatti: la perdita di capelli, l’anemia, la stanchezza, la nausea, il vomito, la diarrea, le infezioni, la formazione di lividi o piccole emorragie e anche problemi di tipo cognitivo (“chemo brain”). L’uso di AHCC, in abbinamento alle cure chemioterapiche, può limitare i danni ed effetti collaterali.

una malattia infettiva è una patologia causata da germi che entrano in contatto con un individuo, si riproducono e provocano un’alterazione all’interno dell’organismo. Gli agenti patogeni possono appartenere a diverse categorie e sono soprattutto virus, batteri e funghi. Se stimolato, il sistema immunitario combatte gli agenti infettivi dai virus come quelli influenzati, a vari batteri, in particolare quelli resistenti agli antibiotici come lo Staphilococcus aureus. Quindi, l’AHCC risulta essere una delle terapie più promettenti. Da notare che questo effetto diventa molto importante nel momento in cui la soppressione del sistema immunitario, causata da altre patologie/terapie come la chemioterapia, diventa importante e lascia la strada aperta alle infezioni dei patogeni, anche opportunisti;

diabete. Anche nel diabete l’AHCC ha mostrato un’interessante attività nella riduzione della resistenza all’insulina da parte delle cellule;

nella categoria delle malattie epatiche rientrano alcune condizioni patologiche accomunate da un grave danneggiamento delle cellule, dei tessuti e delle funzioni del fegato.

Questo organo possiede una funzione detossinante delle sostanze estranee che entrano nell’organismo attraverso l’alimentazione. L’AHCC può essere utile in questo senso per migliorare la condizione di salute di questo organo;

le malattie cardiovascolari (malattie ischemiche del cuore, come l’infarto acuto del miocardio e l’angina pectoris, e le malattie cerebrovascolari, come l’ictus ischemico ed emorragico) sono tra le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità in Italia. Anche le patologie cardiovascolari possono migliorare grazie all’assunzione di AHCC, in particolare nella prevenzione e nella capacità di modulazione dell’ossido nitrico.

Dobbiamo ricordare anche l’artrite, che giova dell’attività antinfiammatoria di AHCC, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, in cui gli studi hanno notato una diminuizione della degenerazione delle cellule, la colite, grazie al suo effetto prebiotico che nutre i batteri intestinali, l’ipertensione e il glaucoma. Infine vi sono l’HIV e l’HPV, due virus correlati al sistema immunitario, poichè il primo causa immunodeficienza e il secondo intacca l’organismo a causa di un sistema difensivo non efficiente.

La letteratura scientifica è molto estesa, vi sono numerosi studi su alcune malattie e pochi studi su altre.  Il consiglio generale è quello di considerare il particolare meccanismo d’azione di questa molecola e di chiede consiglio al proprio medico sulla possibilità di assumerlo in caso di malattie croniche, autoimmuni o infiammatorie.